Rivoluzione d’ottobre. O di novembre.

Revolution. Rivoluzione. In latino Revolutionem. Il nome della nostra radio deriva dal participio passato di revolvere: revolutus. Revolvere, volgere indietro, ritornare, voltare.

Ecco, Radiorevolution è un po’ tutto questo: è un participio passato, è movimento, è energia, colore, musica, mani, suoni.

Volge indietro quando racconta mondi che solo apparentemente appartengono a un passato lontano e guarda avanti quando si immerge completamente nella quotidianità.

Guarda lontano quando porta tutto il suo essere nelle mani che sfiorano i dischi durante le serate, quando ognuno qui si ritaglia uno spazio che gli somiglia.

Guarda avanti quando si rinnova e cambia i tratti del suo volto.

Radiorevolution riparte quest’anno in un bizzarro novembre, pieno di sole e dal cielo limpido e accogliente.

Radiorevolution è un treno che passa in mezzo a tante stazioni: quest’anno si ferma in posti nuovi.

La radio avrà un nuovo sito, il ritorno di quasi tutti i programmi, qualche novità e una sezione nuova dedicata all’approfondimento di tipo giornalistico. Notizie, curiosità, inchieste.

Gli appuntamenti con i programmi radiofonici manterranno sempre la stessa cadenza e almeno una volta la settimana sarà pubblicata una notizia: inchieste, curiosità e aggiornamenti dal mondo, che troverete di norma sempre il mercoledì.

Radiorevolution osserva, parla e ascolta.

Einstein diceva: “Vedete, il telegrafo a filo è un tipo molto molto lungo di gatto. Voi tirate la sua coda a New York e la sua testa miagola a Los Angeles. Lo capite questo? E la radio opera esattamente allo stesso modo: voi mandate i segnali qui, e loro li ricevono là. L’unica differenza è che non c’è alcun gatto.”.

Per noi il concetto è lo stesso. Ben tornati!