Anime randagie – Nuove tecnologie per ritrovare i cani.

Fino a non molto tempo fa, quando si smarriva un cane, si doveva cominciare a girare chiedendo a casaccio e fornendo una descrizione a voce, spesso frettolosa e non molto accurata. I risultati erano abbastanza scarsi, dato che le descrizioni date in questa maniera venivano nella maggior parte dei casi recepite male e dimenticate abbastanza in fretta. In seguito, l’avvento delle macchine fotografiche e la possibilità per tutti di scattare e sviluppare fotografie a basso prezzo ha permesso ai proprietari lungimiranti di poter affiggere manifesti con le fotografie del cane smarrito. Già questo ha migliorato di molto i risultati delle ricerche e ne ha abbreviato i tempi, dato che una foto trasmette istantaneamente le caratteristiche di un cane, senza doverci addentrare in lunghe descrizioni. Le macchine fotografiche digitali e Internet hanno reso possibile sia una diffusione quasi istantanea degli appelli di ricerca corredati da foto, sia una maggior diffusione nel territorio. Recentemente, l’avvento del tatuaggio e, successivamente, del microchip, hanno permesso in molti casi di rintracciare il proprietario di un animale smarrito o fuggito, indipendentemente dal proprietario. È stata creata infatti una rete nazionale che permette di risalire in pochi minuti al proprietario mediante l’inserimento del numero di tatuaggio o di microchip. Rimane tuttavia una difficoltà, costituita dal fatto che il microchip può essere letto solo tramite un’apposita apparecchiatura, che non tutti hanno. Poco tempo fa sono state sviluppate delle nuove tecnologie che permettono la localizzazione di cose, persone o animali in maniera ancora più semplice e istantanea. Esistono infatti in commercio dei tracker, che utilizzando la tecnologia Bluetooth, permettono di rintracciare tramite un’apposita applicazione per smart phone, oggetti, persone o anche animali: inizialmente il loro uso è stato pubblicizzato soprattutto per ritrovare mazzi di chiavi, portafogli, cellulari, ma successivamente è stata lanciata l’idea di utilizzare questi piccoli apparecchietti sui collari dei cani. Alcuni di questi tracker possono essere programmati in maniera che se si allontanano da un determinato punto, scatta un allarme sul cellulare. Questa funzione è molto utile per i cani, sia che essi si trovino in casa, o fuori. Alcuni di questi apparecchi hanno anche la possibilità di essere rintracciati tramite GPS. Il loro costo sta diventando sempre più alla portata di tutti, ed è quindi vivamente consigliato munire il collare del proprio cane di uno di questi localizzatori. In America, dove notoriamente si sperimentano sempre nuove idee, si è pensato di utilizzare la tecnica di riconoscimento facciale dei computer anche sui cani. E’ stata lanciata una nuova applicazione per smart phone che consente di fotografare il muso di un cane e di paragonarlo ad altre foto simili, con una efficienza nel riconoscimento del 98%. Naturalmente anche questo sistema è stato preso in considerazione per poter rintracciare e identificare i cani smarriti. Quale sarà il prossimo passo? Probabilmente sarà un utile integrazione tra il microchip e i localizzatori: sarebbe infatti un’ottima idea quella di poter proporre un microchip che sia rintracciabile tramite GPS. E, a questo punto, sarà molto facile trovare un cane smarrito, sperando naturalmente di non rimanere con la batteria scarica…….
Bruno Manzini