Sette Ottavi #9 – Watch out! : gli artisti da tenere sott’occhio nel 2017

di Nicola Disabato

 

PREMESSA
Buon anno nuovo a tutti e bentornati a Sette Ottavi, la vostra rubrica di fiducia che per il mese di gennaio ha deciso di presentarsi nell’insolita insolita veste che vedrete.
Il perchè forse ve lo state chiedendo o forse nemmeno vi interessa, ma ve lo dico lo stesso.
Come sono solite fare, la maggiori riviste musicali o di critica musicale hanno stilato a fine dell’anno scorso (e c’è chi, con pessima abitudine, ha addirittura cominciato a farlo a novembre) le loro personali classifiche delle migliori uscite musicali del 2016.
A me, che non credo nelle liste e che piace guardare spesso avanti, piaceva invece di più l’idea di tirare un po’ ad indovinare quanto di quello che è stato seminato nell’anno appena conclusosi avrebbe trovato un proprio sviluppo in quello appena iniziato, quali semi sarebbero germogliati e che tipo di 2017 ci possiamo aspettare dalla scena musicale che ci circonda.
Vi auguro buona lettura.

La panoramica italiana
Per la musica dello stivale anche questo 2017 si prospetta pieno di musica indie (per fortuna o no?) anche se ad aprire ufficialmente le danze con uscite già scaramanticamente fissate al venerdì 13 (gennaio) ci penseranno due 171606186-a949ef06-c21e-4564-90fd-dfecc605f0d9nomi del calibro di MannarinoBaustelle.
Del primo, che ritorna al pubblico con ‘Apriti cielo’, sono curioso di scoprire se dopo l’affermatissimo ‘Supersantos’ continuerà il processo intrapreso con ‘Al Monte’ del 2014, ovvero una progressiva migrazione da pezzi di pancia a brani di testa, verso lidi più maturi sia a livello di lirica che di musica.
Dei secondi invece sarò curioso di constatare se anche in ‘L’amore e la violenza’ la creatività di Bianconi sarà in grado di continuare a tracciare una delle vie principali del pop image99-620x372d’autore contemporaneo, dopo l’exploit dell’inizio degli anni duemila che aveva innalzato i Baustelle da band sconosciuta a gruppo di culto e faro di quel mondo spesso troppo genericamente indicato come indie-rock italiano.
Proprio da questo panorama variegato tiro fuori altri nomi di artisti pronti a breve all’uscita di un nuovo disco, tra tutti Dario Brunori a.k.a. Brunori Sas e Lo Stato Sociale.
Ma affrontiamoli uno alla volta e facciamolo senza troppi giri di parole.

Il problema principale Brunori è quello che dopo ogni suo album, sempre impeccabile, nel successivo ci si aspetta da lui sempre grandi cose.
downloadCaparezza diceva “il secondo album è sempre più difficile nella carriera di un artista”, ma per il nostro buon Dario, che ha superato indenne non solo il secondo giro di boa della sua carriera ma addirittura il terzo, questo quarto lavoro dal titolo ‘A casa tutto bene’ sembra riproporre inevitabilmente la stessa sfida di sempre.
Nel singolo uscito in anteprima tutto è molto bello ma allo stesso tempo tutto sembra aver assunto un tono più generalista e meno profondo, rischiando di far diventare Brunori uno che, a differenza del passato, si vuol prendere troppo sul serio (a partire dal leggermente megalomane nome del singolo ‘La Verità’) e vuol piacere a tutti senza però comunicare realmente con nessuno.
Da quello che abbiamo potuto ascoltare, dunque, la gara stavolta rischia di perderla, ma noi facciamo i debiti scongiuri e ci auguriamo che così non sia.

Del nuovo lavoro de Lo Stato Sociale invece si hanno poche certezze, delle quali la prima è il singolo pubblicato in anteprima ‘Amarsi male’ nel cui video compare il famoso robottino Emilio, perfettamente allineato dal punto di vista cronologico con il revival delle sonorità anni ’80 di cui i cinque si fanno grandi estimatori.
copertina-brano-lo-stato-sociale-amarsi-maleLa seconda cosa che si sa è che questo singolo ha fatto discutere e diviso i fan tra chi li adora e chi storce il naso, tra i puristi e tra coloro che ne apprezzano l’evoluzione.
La terza, ma questa pare che per il momento la sappia solo io, è che io questa evoluzione non la vedo da nessuna parte e loro continuano ancora a sembrarmi, nel bene e nel male, gli stessi cinque imbecilli che dicono cose altrettanto imbecilli su motivetti musicali ancora imbecilli.
La quarta certezza però è che per il 22 aprile 2017 hanno previsto ad Assago ‘un bel concerto da mitomani’, come l’hanno chiamato loro stessi (bhà!), che vuole essere a una grande festa proprio come quella del Paladozza a Novembre del 2015, data che aveva segnato l’inizio di un lungo silenzio sui social (e personalmente aggiungo che della pubblicazione ossessiva-compulsiva di status non se ne sentiva nemmeno molto la mancanza).

cover_naufragando_s-e1479806286244Chi si prepara a ritornare sono anche i Management del Dolore Post-Operatorio, band post-punk abruzzese guidata da Luca Romagnoli. Il primo estratto del nuovo disco del gruppo abruzzese si chiama ‘Naufragando’ ed è un brano scritto e pensato per chi si ritrova a naufragare tra canzoni e sentimenti, per chi si libera e si lascia trasportare dalla marea fino ad una propria isola deserta.
Se da un lato c’è chi naufraga, dall’altro c’è chi tra le onde avvista la terra: stiamo parlando de Le luci della centrale elettrica, che pubblicheranno nel 2017 il seguito di ‘Costellazioni’ (2014) intitolato, appunto, ‘Terra’, invocazione di naviganti quando la vedono all’orizzonte.
Altro nome da tenere a mente è quello di Levante, che probabilmente pubblicherà il nuovo album prima delle date fissate per Maggio.
download-1Sarà interessante scoprire, a partire da questo disco, che piega potrà prendere la carriera di quest’artista siciliana che dopo anni di attività semi-sotterranea nel panorama italiano si è improvvisamente ritrovata scrittrice per la Rizzoli ed ancor più inspiegabilmente a far da comparsa in un orrendo brano di J-AX e Fedez (anche loro due in uscita prossima con ‘Comunisti col rolex’, altro album di cui francamente si potrebbe anche non sentire particolare esigenza).
Sempre siculi e sempre in ascesa sono poi Il Pan del Diavolo, che hanno inondato la loro pagina Facebook di mini-teaser del loro prossimo e quarto album in uscita nel 2017.

Navigando in territori meno noti, invece, scopriamo che tra gli artisti prossimi alle nuove uscite ci sono anche nomi fino ad ora poco affermati ma dei quali sentiremo parlare sicuramente nei prossimi anni.
Mi riferisco in particolare a tre nomi distanti tra loro come vertici di un triangolo equilatero: Go Dugong, WrongONyou e GOMMA.
1426626389441go-dugongIl primo è il progetto elettronico di Giulio Fonseca, folgorato sulla via di Gold Panda, che nel 2015 era riuscito con ‘Novanta’ a fondere in maniera sperimentale eppure del tutto naturale la musica elettronica con influenze più etniche, alla ricerca di un mix di stili e di razze, culture e musiche provenienti da ogni epoca e parte del mondo.
Il secondo è un chitarrista folk rock eccellente, che ti fa immaginare spazi enormi, boschi e fiumi, che ti catapulta negli Stati Uniti anche se di nome fa Marco Zitelli e viene da Grottaferrata, zona Castelli Romani.
A scoprirlo per primo è stato un eccentrico professore di sound design di Oxford che dopo aver sentito una sua canzone gli ha donato due sterline, gli ha mandato una mail e l’ha invitato a registrare negli studi dell’università inglese, gli stessi che avevano ospitato i primissimi Radiohead.
07-wrongonyou-caserta-20151411Il terzo racchiude quattro ragazzi casertani impegnati in un progetto che, seppur iniziato nei primi mesi dell’anno appena conclusosi, vedrà già quest’anno la pubblicazione del primo album ‘Toska’.
In chiusura, tra i tantissimi album prossimamente in uscita, segnaliamo anche quello di Cristiano Crisci, in arte Clap!Clap!, Dj e produttore che riesce ad associare alla moderna elettronica un personale background jazz e le sonorità africane più tribali, e quello dei Julie’s Haircut, veterana band di Sassuolo partita dal garage rock e che nel corso della sua più che ventennale carriera ha fissato il suo baricentro musicale tra space rock e psichedelia.

 

[p.s.: ringrazio Clara Collana e la sua vulcanica creatività per l’immagine di copertina]