Anime randagie – Andiamo a giocare!

Il cane è un animale tipicamente sociale. Questo vuol dire che, per istinto, è portato a vivere sempre in compagnia dei suoi simili, ed infatti odia restare da solo. Se ci fermiamo ad osservare il comportamento del cane che vive in casa con noi, vediamo che esso tende sempre a seguire il padrone, cerca di dormire in camera da letto, viene spesso ad accucciarsi vicino ai nostri piedi quando siamo seduti. Se il cane che viene adottato da un canile, oppure proviene da un allevamento dove viveva insieme ad altri cani, probabilmente sentirà la mancanza dei suoi compagni di giochi,  e questo lo si potrà vedere chiaramente perché, ogni volta che vedrà un cane, cercherà di raggiungerlo per giocarci.  Se non potrà giocarci, starà a guardarlo, magari piangendo o abbaiando per cercare di attirare la sua attenzione e farlo avvicinare per poter giocare.
Un problema che hanno spesso i proprietari di cani è quello di lasciarlo a casa da solo. Occorre quindi abituarlo, gradatamente, in maniera da evitare che, quando usciamo si metta ad ululare all’impazzata con grande gioia del vicinato. Questo va fatto in maniera molto graduale, anche organizzando delle “finte” uscite, le prime volte di pochi minuti, in modo da fargli capire che anche quando usciamo, lui può stare sicuro che prima o poi ritorneremo, che quindi non lo abbiamo abbandonato definitivamente. Sarebbe bene, quando usciamo, lasciargli sempre a disposizione la ciotola dell’acqua, e magari qualcuno dei suoi giochi preferiti. Inoltre, proprio perché è un animale sociale, sarebbe bene ogni tanto fargli frequentare degli altri cani. Il luogo d’incontro ideale sono i parchi pubblici, ma ancora meglio di questi sono quelle aree recintate, ormai presenti quasi dappertutto, dove si possono lasciare i cani liberi di scorrazzare. Se cominciamo a frequentare assiduamente una di queste aree, incontreremo sicuramente altri proprietari e, se i rispettivi cani fanno amicizia, ci si può mettere d’accordo per trovarsi in determinate giornate ed orari, in maniera da riuscire a far giocare i nostri amici. Se poi abbiamo in previsione di uscire, senza il nostro cane, potrebbe essere una buona idea quella di portarlo, prima della nostra uscita, a giocare un po’ con qualche suo compagno, in maniera che dopo sarà stanco e accetterà meglio il fatto di dover restare da solo per un po’. Un altro problema che spesso si ha con il cane in casa,  è quello di riuscire ad educare i nostri figli a giocare nel modo giusto con il cane. Ieri sera mio Corrado, che ha 11 anni, mi si è presentato con uno di quei fucili giocattolo che vanno tanto di moda adesso, e mi ha chiesto se poteva sparare al nostro cane. Naturalmente gli ho subito spiegato che non si deve assolutamente farlo, principalmente per due motivi: il primo è che il cane sicuramente non apprezza e capisce questo tipo di gioco, e quindi si spaventa, e la seconda è che, anche se i proiettili di questo fucile giocattolo sono di gommapiuma, il cane si sarebbe potuto fare male, soprattutto se colpito agli occhi. Bisogna spiegare chiaramente ai nostri bambini che non devono ragionare in termini “umani”, quando interagiscono con i loro cane, ma devono pensare “da cane”.
Ormai si trovano dappertutto, sia nei supermercati, sia nei negozi specializzati per gli animali, numerosi giochi per i nostri amici a quattro zampe; si va così dalle palline ai vari animaletti in gomma (sono sconsigliati quelli con il fischietto all’interno, che emettono fischi o altri rumori quando vengono morsi, proprio perché il cane potrebbe spaventarsi). Vanno benissimo per giocare anche palle da tennis, pezzi di corda abbastanza spessa, rametti. Sia le palle da tennis che i rametti possono essere lanciati e il cane si divertirà a riportarli, per farseli lanciare di nuovo. Assolutamente da escludere le pietre, perché, oltre che poter essere potenzialmente pericolose quando vengono lanciate, comunque rovinano i denti del cane.
Bruno Manzini.