Anime randagie – Ancora annunci di adozioni scaduti, che fare?

Mercoledì scorso ho ricevuto un altro annuncio, su un gruppo WhatsApp di cui faccio parte, che diceva: “3 anni gli è morta la padrona e deve andare al canile, puoi girarla a più persone magari avremo fortuna per adottarlo”. Era seguito dal numero di telefono del contatto, scritto all’interno del messaggio, e dalla foto del cane. Naturalmente ho subito scritto, direttamente alla persona che aveva mandato il messaggio al gruppo, chiedendo se l’annuncio fosse ancora valido: la risposta è stata che l’annuncio era ancora valido, perché le era appena arrivato.

Così, non affatto convinto, ho mandato un SMS al numero riportato nell’annuncio, ed ho ricevuto la conferma che il cane era già stato adottato. Come volevasi dimostrare.

Per evitare quindi che questi messaggi vengano trasmessi all’infinito e in ogni dove, si potrebbe dare una limitazione nel tempo e nello spazio. Se si deve fare adottare un cane, bisognerebbe limitare la diffusione del messaggio solo nelle zone abbastanza vicine: è infatti difficile che un nuovo padrone vada ad adottare un cane lontano centinaia di chilometri. Inoltre, se non si trova padrone entro paio di giorni, il messaggio può essere inviato di nuovo: al contrario, non dando nessuna data e nessun limite temporale, il messaggio può continuare a girare per mesi e mesi, facendo arrivare continuamente telefonate inutili. Il sistema più sicuro per cercare di ottenere questo sarebbe quindi quello di scrivere il testo del messaggio direttamente sulla foto del cane, anche per evitare, come spesso succede, che la foto del cane venga cambiata. Purtroppo succede anche questo. La maggior parte dei programmi permette di modificare le fotografie digitali scrivendo direttamente il testo all’interno della figura. Il testo, ovviamente, dovrà essere sintetico, recare la data e la località in cui si trova il cane. Si dovrà anche chiedere di non diffondere il messaggio molto lontano. La presenza di una data permetterà a chi legge di capire se è il caso di telefonare o no.

Bruno Manzini.