Videoclip: ‘G.U.Y.’ e il ritorno di Lady Gaga.

Le ultime notizie relative a Lady Gaga la ritraevano appesa ad uno spiedo in versione BBQ, nonché ricoperta di “vomito” dell’artista e amica – della Regurgitation Art – Millie Brown sul palco del SXSW Festival, tanto che i più l’avevano data per dispersa, ormai alienata alla ricerca del risultato sbalorditivo con immensa presuntuosità artistica.

Ma con “G.U.Y.“, terzo singolo ufficiale di ARTPOP scritto e prodotto insieme a Zedd, Lady Gaga ritorna a fare quello che le riesce meglio: videoclip; che poi siano 11 minuti presentati come “An ARTPOP film” corredati da un prologo e lunghi titoli di coda, sonorizzati rispettivamente da “ARTPOP/Venus” e “Manicure”, sono dettagli, quasi si voglia dare risalto a brani di un disco che in sostanza ha venduto molto poco rispetto alle aspettative, tanto che negli scorsi mesi si è parlato di ARTFLOP.

Ma andiamo alla sostanza del video, diretto da Lady Gaga e quasi interamente girato al Castello Hearst: la nota reggia edificata dal magnate della stampa su progetto di Julia Morgan tra il 1917 e il 1947 (qualcuno si ricorda di “Quarto potere” di Orson Welles?) sulla costa tra San Francisco e Los Angeles e oggi convertita in un sito turistico. La residenza è un vero e proprio manifesto del gusto – diciamo – “eclettico” da collezionista, i suoi saloni e giardini riprendono stili architettonici memori di viaggi e relativi tesori acquisiti: dalle linee gotiche della residenza principale alle piscine rigonfie di mosaici, passando per  il giardino all’italiana tra cipressi e frontoni romani (originali), in un apoteosi mitologica che poi è cifra stilistica del brano e del disco della cantante statunitense.

“Greetings from Eros 
God of sexual desire, son of Aphrodite 
Lay back, and feast as this audio guides you through new and exciting positions.”

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G.U.Y.” è l’acronimo per “Girl Under You” nonché tema del video dove, tra le diverse e immancabili coreografie, l’aspetto narrativo è collegato presumibilmente al sacrificio di Lady Gaga per la creazione dell’uomo perfetto, che nella sostanza si traduce dal suo ottenimento tramite il DNA di Gesù, Gandhi e Michael Jackson! Si, la sceneggiatura è questa, se vi aspettavate qualcosa di più accattivante aggiungo che a bordo piscina compaiono – nel momento ABBA di “Venus” – le note protagoniste di una serie statunitense (The Real Housewives of Beverly Hills) e dalle nuvole spunta il conduttore Andy Cohen (“Eros”, “Zeus”?) a regalare due momenti “kitsch” in sintonia con la reggia che ospita tutto il videoclip.

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Lady Gaga di LEGO, citazione dell’artista Nathan Sawaya?

Ma la vera domanda è se riuscirà Lady Gaga a ritornare alla ribalta con questo nuovo video? Quel che è certo è l’ottima pubblicità al sito californiano, che vedrà sicuramente incrementare le sue visite, sul destino già poco fortunato di ARTPOP non ci possiamo sbilanciare.

“Love me, love me, please retweet.”