Azz, il primo album di Johnny DalBasso!

Apri per la prima volta la mail di RadiorEvolution e scopri che il 30 aprile esce il primo disco di Johnny DalBasso, e mi viene da dire “CAZZO!”. Sì, e scusate. Ma in realtà è poco per chi ha potuto apprezzare questo musicista esibirsi dal vivo. E la cosa bella è capitare per puro caso in una serata del genere. Come è successo a me in un circolo della provincia di Napoli. E che live, cazzo! Quest’artista che va girando da solo con il suo complesso di strumenti, come un pesante fardello legato ai piedi, unito dalla sua anima che si trasfigura in un’esplosione di sofferenza e ribellione, e si affanna e suda e graffia le pareti. E buca lo stomaco. E pulsa.

Ragazzi, l’album JohnnyDalBasso, prodotto dalla Octopus Records, è uno sfogo che trapassa i generi di un solitario piegato dalla musica, che lo trascina gocciolante da un brano all’altro. Con le dovute proporzioni si può avvertire nella sua ‘messa in scena’ qualche analogia con la solitudine che Son House mostra al mondo nella celebre versione a cappella di John the reveletor. Ma forse è solo una cazzata questa: diverse epoche, diverse situazioni. Eppure ancora oggi Jonny DalBasso scatena sul palco una solitudine dirompente, ancora oggi… nonostante tutti i social che volete.

Influenze rock, punk, blues, e pezzi più intimi e minimali. No, quest’album non ha genere. È puro sfogo musicale, sfogo che non purifica ma fa incazzare. Nelle registrazioni sono presenti numerose collaborazioni con altri artisti (Nando Cotugno: basso acustico in “Spara” – Antonella Cerbone: basso in ”Il terzo Re” – Jonathan Maurano: batteria in “Maialini”, “Riusciresti tu”, “Lampi nel buio”, “Spara”, “Manna dal cielo”, “Il terzo Re”, “’Settanta” – Marzia Stano aka  “Una”: voce in “C.P.C.A.” – Valentina Vacca: cori in “Sessolosapesse” e “Lampi nel buio” –  Giuseppe Fontanella: Chitarra solista in “Lampi nel buio”, Synth in “Spara”), che però non intaccano la natura del progetto di one-man-band.

Cerco di spiegarmi meglio, anzi userò la sua nota biografica: “Johnny DalBasso è una band creata da Johnny DalBasso in cui il chitarrista è Johnny DalBasso, il cantante è Johnny DalBasso, il batterista è Johnny DalBasso, l’armonicista è Johnny DalBasso. Non il trionfo del ‘fai da te’ ma il miglior modo per cominciare qualcosa: dal basso. La cassa della batteria e il suo suono diventano il centro del progetto, alternati dal suono in levare di un rullante a pedale, costruito artigianalmente con materiali di scarto di una vecchia batteria. La chitarra utilizzata è una Danelectro pro-1, costruita in MDF, quasi un giocattolo da spingere al limite”. Ma non è tutto, perché la musica si fonde ad un messaggio politico -esistenziale in quell’uomo, Johnny, assalito come da un demonio contemporaneo. “La camicia, la cravatta, le bretelle, simbolo borghese per eccellenza – si legge – diventano invece la divisa del popolo del lavoro che non c’è, le maniche  rimboccate il simbolo della fatica e il sudore durante il live, della verità”. Un dramma politico è un dramma esistenziale.

Guardate!

Di seguito la tracklist con le descrizioni dei brani:

Settanta: se avessi vissuto l’età dell’oro del Rock cosa avresti fatto?

La Rivoluzione: Ogni rivoluzione che si rispetti è accompagnata da un nome o da un aggettivoche la caratterizza e da persone che lottano. La rivoluzione “senza nome” non può essere fattaaltro che da gente senza un volto.

Riusciresti tu: Una divinità che non sbaglia, che sa cosa fare, la cui luce spesso è così forte da

non permettere agli altri di vedere come stanno esattamente le cose, o almeno a provarci con ipropri occhi.

Manna dal cielo: si racconta che sia caduta da qualche parte, a beneficio di pochi eletti, per altri è una leggenda, un mito, un miracolo. Questa canzone parla di quella parte di mondo che non ha bisogno di artifizi divini per vivere.

Spara: la vita dura solo una vita se non cerchi di lasciare una traccia di te, non per forza in una generazione o nella “storia”, anche in una singola persona.

Lampi nel buio: ci sono strade parallele alle vie principali della città, senza luci di vetrine e senza rete di sicurezza. E’ la “città vecchia” di De Andrè, molto più metropolitana e noir, dove la gente vive “a due passi dalla vita”, senza capire se riusciranno o vorranno uscirne fuori.

Sessolosapesse: sesso, tradimenti e anelli pesanti un quintale.

Il terzo re: le centurie parlano chiaro, il terzo Re è arrivato.

Maialini: Orwell. La fattoria degli animali. Piccoli “Maialini” crescono.

C.P.C.A: gli antipodi all’interno della vita di ognuno di noi. Noi, sbattuti da una parte all’altra, con una speranza finale.