Conoscete Hindi Zahra?

Conoscete Hindi Zahra? Beh, questa cantante franco-marocchina è magnetismo allo stato puro. Nel 2010 ha esordito con il suo, per ora unico, album: Handmade (prodotto dalla EMI/Blue Note), seguito da una edizione deluxe nel 2011. E vi assicuro che non riesco a smettere di ascoltarlo. Una droga per le mie orecchie.

Sin dalla prima traccia, Beautiful Tango, si percepisce quell’anima musicale del popolo berbero, l’anima del Nord-Africa, distesa sul fondo. Un filo conduttore che ti trasporta un po’ qui, un po’ lì, tra passioni, sentimenti, luoghi sconosciuti, o solo immaginati. Ma si viaggia anche verso l’Europa. Il Mar Mediterraneo è indubbiamente la fonte e la musica, con le sue infinite possibilità, e la sua voce soffiata, come un canto che accompagna le solite faccende quotidiane, lo travestono di paesaggi mitteleuropei assolati, come il Marocco, per storie giornaliere.

La sua voce è proprio quella di una donna che canticchia mentre stende il bucato, o rassetta, o che si perde a passeggio assorta da una melodia appena accennata. È una voce che sussurra altro, e quest’aspetto la rende indicibilmente sensuale.

Date le sue origini era inevitabile subire l’influenza della cantante algerina Cheikha Rimitti, ma ascoltandola interpretare The man I love (uno dei sei brani aggiuntivi in unplugged della versione Deluxe) si nota anche il fascino subito da Billie Holiday. Che dire più? Niente, ascoltarla basta e avanza.