La Pecora Nera – Intorno al Marketing, definizioni e racconti

Cinque battute di The Wolf of Wall Street. Avrei voluto aprire così il secondo appuntamento su La Pecora Nera: cinque battute per introdurre la definizione di Marketing, in breve. E invece no. Cambio di programma. Oggi farò poca ironia.
Sabato è stata una giornata chiassosa: i preparativi per San Valentino, i preparativi dei cinici e delle loro battute su San Valentino, la finale del Festival di Sanremo e carnevale.
Il padre della Nutella se n’è andato silenziosamente, in un giorno in cui tutti erano impegnati a discutere di una di quelle cose lì. Lui ha cambiato l’Italia umilmente ed umilmente è uscito di scena. La definizione di Marketing, oggi, la lascio a Lui.
«La Valeria è la padrona di tutto, l’amministratore delegato, colei che può decidere del tuo successo o della tua fine, quella che devi rispettare, che non devi mai tradire ma capire fino in fondo. […]La Valeria è la mamma che fa la spesa, la nonna, la zia, è il consumatore che decide cosa si compra ogni giorno. […]La Valeria è sacra, devi studiarla a fondo, con attenzione e non improvvisare mai».
Questo era Michele Ferrero. E questo il suo Marketing, spiegato come si spiega ai bambini e alle nonne, e come piace a me. E forse è proprio questo il segreto: l’essenzialità. Quello che ho imparato è che non bisogna mai smettere di chiedersi perché. Perché un’azienda funziona, perché esiste qualcosa come la Nutella e perché c’è gente che, per la Nutella, crea pure i fan club con fare quasi religioso. E non bisogna mai dimenticare che la risposta è sempre la stessa: si lavora per la gente. La signora Valeria è la gente, quella normale. Una persona comune.
Un marketing che non lavora per la gente, merita di tutto rispetto ogni forma di pregiudizio e di paragone con forme legalizzate di truffa. Ma un marketing che non lavora per la gente ha vita breve, specie oggi.
Mi hanno ironicamente accusato di fare del populismo. Sarà. Ma io credo che tutti gli addetti ai lavori dovrebbero darsi da fare per la Valeria, perché tutti siamo la Valeria, che ci piaccia o no. Lavorare per la Valeria significa aiutarla, capire di cosa abbia bisogno o di cosa abbia voglia, cercare di accontentarla. Mai cercare di convincerla a tutti i costi. A prescindere dalle definizioni sapienti, il Marketing dovrebbe pressappoco essere questo: ricerca e costruzione di soluzioni. E poi, anche, responsabilità e rispetto. Ma questo è più un parere personale.
Nella pratica, Marketing significa che tu hai una penna e sei convinto che sia davvero una buona penna, la migliore del mondo. Ti piacerebbe che anche gli altri la considerassero una buona penna e ti piacerebbe vantarne le qualità. Quindi ti siedi ad un tavolino finché non ti sei chiarito le idee sull’identità tua e della tua penna, più o meno come succede a tutti dopo il diploma, e cerchi di capire da dove provieni e dove vuoi andare. Poi, di questo viaggio, devi pianificare il percorso ed il mezzo di trasporto. A questo punto puoi decidere di andare in treno, oppure in auto, o magari di imbarcarti a Civitavecchia o partire da Linate. Che nella realtà può significare tante cose: puoi decidere che la tua penna abbia una confezione bianca a pallini rossi e che venga venduta soltanto nelle cartolerie a numero civico pari; puoi decidere di fare un’offerta lancio speciale “penna a pallini rossi + batteria di pentole in acciaio inox”; puoi pure decidere di trovare una persona convincente (testimonial), come uno scrittore!, che la pubblicizzi e la faccia conoscere. Qualcuno tipo Francesco Sole. No. Questo, forse, meglio di no. Beh, insomma, puoi decidere tante cose in questa fase che, per figaggine, chiameremo strategica. Dopo di che, c’è la fase “rimboccarsilemaniche” operativa, in cui sì – tutto bello – però ora damose da fa’, che è il viaggio vero e proprio. La meta, a rigor di logica, dovrebbe coincidere con la casa della signora Valeria; l’obiettivo supremo, strapparle un sorriso e un sospiro di soddisfazione, farla contenta.
Insomma, la sintesi spicciola di questo concetto a cui si cerca di dare una definizione da quasi un secolo, è che basta avere un po’ di buon senso organizzato; per il resto, il rispetto, la fiducia… funziona pressappoco come nelle storie d’amore: affinché funzionino, ogni scambio dev’essere reciproco e sincero.
Sia chiaro, questo è quello che ci raccontano ed io lo racconto a voi. Questo è l’ideale, quello che dovrebbe essere. E non posso aver la pretesa di dire che succeda sempre così, perché direi una bugia e perché sarebbe un mondo troppo bello e fiabesco. E invece non lo è. Esistono gli esempi buoni e quelli meno buoni. Dai primi impari cosa vuoi essere, dai secondi, invece, impari cosa è meglio non essere. Il mondo è una palestra naturale.
Ciao Michele.

 

La Pecora Nera.