La pecora nera – Scusate se esisto, ma mi presento

Scusate se esisto.
No, nessun fraintendimento, non è una rubrica di recensioni cinematografiche per cinefili ossessivo compulsivi. Ma è così che mi piace cominciare. Perchè un pezzetto di ispirazione l’ho rubata da una scena di questo film, visto qualche settimana fa al cinema.
“L’Italia è un Paese bellissimo!” pronunciava la Cortellesi con in bocca un tramezzino, farcito di prosciutto e inglesismi a profusione. E l’italiano è una lingua meravigliosa, aggiungo io, se mi concedete.
Solo che noi italiani, a volte, ci sentiamo un po’ come quella donna architetto che deve fingersi la segretaria di un uomo per essere degnata di considerazione, nel mondo del lavoro. E allora “scusate se esisto”.
Ma davvero dobbiamo scusarci di essere italiani? Davvero non abbiamo altra scelta, se non quella di fare dell’inglese la nostra (quasi) prima lingua?
La risposta alla prima domanda è NO. La risposta alla seconda è… forse sì.
Perché il mondo non aspetta, il lavoro non aspetta, il business ha dei needs e tu devi essere sul pezzo sempre. E non sono concessi flop, il working lunch è il miglior modo d’impiegare la pausa pranzo, mentre puoi fare il figo raccontando delle best practices apprese al meeting dello scorso quarter.

Hanno rotto le palle? La risposta è Sì. Ma non abbiamo molta scelta, amici.
Con orgoglio debole, confesso di appartenere a quella specie dalla dubbia coscienza, famosa per la capacità di inventarsi bisogni inesistenti e propinare alla gente prodotti inutili, facendo credere che siano indispensabili. Questa è, a buona ragione o meno, l’opinione media che si ha in giro di noi. Nel quadretto dantesco, ci saremmo probabilmente collocati tra le schiere di Belzebù, nel cerchione dei Markettari: in ordine di distanza dal demone infuocato, al secondo posto dopo gli avvocati.
Però, visto che a me piace fare l’anarchica e ogni tanto mi danno della radical chic, forse sono la persona giusta per raccontarvi un po’ di marketing spicciolo. Mi cimenterò (se mi riesce) nella scomoda impresa di spiegarvi giusto un paio di termini mal abbinati, che a noi markettari piacciono tanto per descrivere pratiche, concetti e tendenze che, diversamente, sembrerebbero meno fighi. Parlerò di lavoro, di opportunità e, nel frattempo, mi perdonerete per eventuali digressioni e diversi altri bla, tipici di una viandante in un mare di dubbi, che sta stretta nei panni del markettaro convinto.

 

La Pecora Nera