La Pecora Nera #8 – I’m lovin’ it, I’m lovin’ green.

Pare che già dalla fine del 2014 la crisi si sia fatta sentire pure per McDonald’s, dopo decenni di incontrastato successo, malgrado le polemiche sul junk food. Negli ultimi anni non sono state poche le manovre che hanno fatto discutere: dall’introduzione della pasta nel menù – e dalla partnership con Barilla – alla sponsorizzazione dell’Expo Milano 2015. Adesso, ammette l’amministratore delegato Thompson, la grande M dovrà fare i conti con un’accelerata del processo di trasformazione verso un’immagine più sostenibile. Il cibo spazzatura non attira più. I consumatori, soprattutto quelli di ultima generazione, sono più consapevoli e più attenti. Serve un cambio di rotta.

Per esempio, avete notato che il rosso del logo da qualche anno è stato sostituito dal verde? Un caso? Niente affatto. Verde, Green, ecosostenibilità, riduzione dell’impatto ambientale, alimentazione più sana. Di certo non basterà cambiare lo sfondo alla M più famosa del mondo, ma la strategia parte anche da lì.
Se da bambini ci avessero detto che, insieme all’Happy Meal, avremmo ricevuto una porzione di frutta in omaggio, avremmo sicuramente storto il naso. Ma, a dispetto di ogni pregiudizio, McDonald’s lancia “I sabati della frutta”, un’iniziativa partita proprio in questi giorni e supportata da testimonial sportivi. Chi l’avrebbe mai detto? Dal 2008, 250 ristoranti della catena aderiscono alla campagna radiofonica “M’illumino di meno”, lanciata da Radio2, e spengono per un’ora le luci artificiali.
Da un documento ufficiale si legge:

• Nei ristoranti di nuova apertura sono stati introdotti pannelli solari, strumenti di controllo dei consumi, macchinari con significativi risparmi energetici, illuminazione LED e pompe di calore.
• Nel 2011 è stato aperto il primo ristorante con elevate tecnologie di risparmio energetico: produzione di energia eolica, fotovoltaica, solare. È stato inoltre installato un impianto che produce energia elettrica grazie all’olio precedentemente utilizzato per friggere i prodotti di McDonald’s.
• Il nostro olio usato viene anche trasformato in Biodiesel, permettendo alla flotta della nostra distribuzione di percorrere 3 milioni di chilometri all’anno riducendo significativamente le emissioni nocive.
• Dal 2011, i ristoranti fanno in modo che l’equivalente dei propri consumi di energia, sia prodotta da fonti rinnovabili ed immessa nella rete di distribuzione, grazie al meccanismo di certificazione R.E.C.S. e – dal 2013 – alla certificazione C.O.F.E.R. legata alla produzione esclusivamente italiana di energia rinnovabile.

Nessuno di noi è ancora abituato a quest’immagine di McDonald’s e, soprattutto, la diffidenza che deriva da una rottura così drastica col passato, aumenta quando ci si chiede se questo cambio strategico è frutto di una sincera analisi di coscienza o è l’ennesima trovata di marketing per addolcire i clienti.
Probabilmente è un po’ di entrambi, ma mi piace sperare più nella prima opzione. In ogni caso, la grande M avrà ancora molto, ma molto lavoro da fare.

 

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