La Pecora Nera – Mamma, faccio lo YouTuber: il caso The Jackal.

Hai penato per anni sui libri, tanto che alla tua gastrite avevi dato un nome: si chiamava Ida. Le notti in cui non hai chiuso occhio a causa di esami che ti hanno fatto disperare, accumulate facevano due anni, e ti sentivi vittima di una qualche macumba di un qualche sadico professore. Ma alla fine ce l’hai fatta e ti sei laureato, orgogliosamente, dopo tanti sforzi. Poi, un giorno, hai sentito dire per strada: – Che lavoro fai? – Lo YouTuber.

E ti saresti strappato gli ultimi capelli che non ti erano ancora caduti per lo stress. Invidia? Forse, un po’. E non tanto per l’aura di notorietà che circonda questi personaggi che stanno a internet come Costanzo stava a Canale 5 fino a qualche anno fa, quanto più perché ti prenderesti a schiaffi per non averci pensato prima di loro. Ora, partendo dal presupposto che probabilmente non sarà la professione di una vita, ma sta di fatto che queste persone hanno fatto della natura democratica del web un’opportunità, con un briciolo di genialità. Certo, non tutti rappresentano esempi da seguire, ma alcuni sono davvero degni di nota.

Oggi voglio parlare di The Jackal. La mia ammirazione per loro è esplosa durante una riunione: prendevo posto a uno di quei tavoli da meeting, sempre troppo formali, sempre troppo ingessati, quando sullo schermo fu proiettato questo.

The Jackal che diventavano oggetto di una case history analizzata in sede di riunione aziendale: chapeau. La mia precedente stima si era istantaneamente tramutata in amore incondizionato.
Da un progetto nato su YouTube, il genio di The Jackal con la sua ironia è riuscito a diventare virale, coinvolgendo migliaia di utenti fino ad arrivare in Tv. Ma non basta. The Jackal ha contribuito a cambiare il modo di comunicare dei brand che, dopo i blogger, parlano attraverso gli youtubers.

Questo fenomeno accelera dalla fine del 2014 ed è una vera e propria nuova tendenza in fatto di pubblicità, un nuovo modo di sfruttare i contenuti virali per arrivare agli utenti/consumatori. Se prima eravamo abituati ai testimonial televisivi, attori, cantanti, sportivi, adesso dobbiamo rivedere questi paradigmi in funzione del fatto che il web, con piattaforme come YouTube, si sta allineando alle logiche della Tv e, esattamente come succede in televisione, anche la dimensione virtuale vede nascere le sue star. E una delle prime regole del business è essere sempre, comunque, indiscutibilmente sul pezzo. E volete che ci si lasciasse sfuggire quest’occasione?

Inutile dire che gli effetti collaterali sono inevitabili. È quello che succede a giocare con il fuoco. Non sono pochi, infatti, i commenti poco felici dei fan di fronte al cedere dei propri idoli alle regole del mercato. È quello che è successo nel recentissimo lancio della comunicazione di The Jackal per Smart. L’abilità, e non è facile, sta nel trovare il microscopico punto d’equilibrio tra il divertire i propri seguaci senza deluderli e il portare il pane a casa. Ma il rischio per la propria reputazione, quello, è sempre dietro l’angolo.

 

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