Twitter Factor #6

Come per quella appena passata e per la prossima settimana, TF farà una ‘pausa’ nella sua forma classica per lasciare spazio a chi non è così pratico di Twitter andando a spiegare i termini chiave in questa ‘guida alfabetica’ al nostro social network preferito. Se vi siete persi la prima parte la trovate qui (dalla A alla H).

I come iscritti. Per appagare gli amanti dei numeri eccovi qualche dato. Twitter nasce nel 2006 e dopo solo sei anni, nel 2012, ha raggiunto 500 milioni di iscritti e 200 milioni di utenti attivi che fanno accesso almeno una volta al mese, classificandosi al quarto posto dei social media mondiali.  Al primo posto, ovviamente, Facebook con 1,2 miliardi di utenti attivi, seguito da lontano dal social network QZone, rivolto alla sola popolazione cinese che ospita 623,3 milioni di utenti.
Al terzo posto Google+ che a livello mondiale dichiara 300 milioni di utenti che almeno una volta al mese hanno visto la timeline (anche perchè ti ci fanno finire quasi apposta e per utilizzare i servizi Google sei automaticamente iscritto anche su G+…). Al quarto posto spunta Tencent Weibo, di proprietà del colosso che possiede anche QZone e WeChat, che nato come clone di Twitter, lo precede di poco. Chiudono la classifica Instagram, che con i suoi 150 milioni di utenti attivi è anche quello che cresce più velocemente, e Foursquare, con circa 10 milioni di affezionati.

J come Jack Dorsey. Il ‘Mark Zuckerberg’ di Twitter. Oltre ad essere il padre putativo dell’uccellino blu, Dorsey è anche fondatore e amministratore delegato di Square, compagnia che gestisce un sistema di pagamento tramite telefono cellulare. E’ stato inserito dalla rivista Technology Review nella lista dei più importanti innovatori under 35.

K come Katy Perry. La cantante di ‘Roar’ è al primo posto per il numero di follower su Twitter. C’è più gente che legge e guarda tutto quello che fa che nell’intera isola di Madagascar. 46,617,479 followers per la cantante. La seguono a ruota Justin Bieber e Lady Gaga, che si staccano di pochissimo.
Sotto i 40.000.000 troviamo Barack Obama, Taylor Swift, e YouTube. L’account twitter di Twitter si trova al decimo posto, con 26,445,463 followers.
Tutti informazioni utili lo so. Ma quando sarete al Milionario da Gerry Scotti e l’ultima domanda sarà “Chi è la celebrity più seguita su Twitter?” e voi saprete la risposta, mi ringrazierete!

L come link. Come nella maggior parte dei social network, i link stanno alla base del sistema di condivisione delle notizie o delle immagini, o dei vines. (Che non è il nome inglese del vino, ma video brevissimi di 7 secondi e in teoria molto divertenti. In pratica, alcuni sono proprio tristi.)
Qualsiasi contenuto multimediale venga postato, è collegato a un link, cioè sempre rintracciabile tramite la sua url. La notizia più condivisa di sempre, in Italia, è quella che riguarda il caso Berlusconi. Ma lui è fortunato, e in soffitta ha un quadro che viene condannato al posto suo.

M come microblogging. E’ la definizione tecnica di Twitter, ovvero un social network per il microblogging. Dati i 140 caratteri a disposizione, non uno di più, i pensieri devono essere brevi e contratti. Micro pensieri.  Nel mondo del web 2.0, nel mondo in cui al mattino hai due sole certezze, avere più sonno di prima e i capelli alla membro di riproduzione maschile di cane, tutto quello che è micro va di moda. Telefoni, auto, sd e pure i blog.
Mi sta bene, finchè non si parla di pene…

N come notizie. Twitter come abbiamo visto, è la piattaforma che rappresenta la brevità e la velocità, e quando si parla di notizie, specialmente online, queste due caratteristiche sembrano essere fondamentali.
Non a caso è capitato  più di una volta che una notizia uscisse e si diffondesse prima su Twitter che sulle agenzie di news. Ogni buon giornalista ha sempre la home di Twitter aperta, più che l’ANSA.
In Italia, il 29 gennaio 2012 Twitter ha per la prima volta battuto una notizia di rilevanza istituzionale con largo anticipo rispetto ai media tradizionali: la morte del Presidente Scalfaro è stata infatti twittata da un professore universitario, Alberto Gambino, suo amico e collaboratore, con un messaggio su Twitter ben 45 minuti prima delle agenzie di stampa.

O come OTP. Con il termine ‘otp’ entriamo nel fantastico regno dei ‘bimbiminkia’. Questa specie include gli adolescenti che, lo stereotipo vuole, siano sgrammaticati, ignoranti ed eccessivamente affettuosi nell’amare chiunque. Sono la degna evoluzione di chi sostituisce tutte le CH con la K.
I nipotini dei ‘truzzi’ dei primi anni Duemila, che grazie al Web2.0 hanno portato e diffuso la loro essenza anche sulla rete. Le ragazze sono classificate in base a chi ascoltano (i preferiti sono i One Direction e Justin Bieber, e i due fandom combattono una lotta secolare che nemmeno Francia e Inghilterra negli anni d’oro.)
OTP è un acronimo che sta per One True Pair, cioè la coppia preferita. Possibilmente di stampo gay fra due a caso dei membri dei One Direction.
Ovviamente il termine è usato anche in contesti più maturi, ma su Twitter l’hashtag #otp riguarda per la maggiore le pippe mentali di queste cerebrolese che farebbero accoppiare i loro idoli anche con un albero.

P come popolarità. Diciamocelo: fino a qualche anno fa Twitter non se lo filava nessuno. Era il fratellino incompreso di Facebook. Poi a un certo punto, la gente si è accorta che Facebook era troppo mainstream, come i radical chic si sono accorti che il sushi, abbinato alle catene all you can eat è diventato roba da tamarri e si sono dati al bio, e hanno deciso di migrare. E quale miglior posto per la migrazione se non un social con un uccello come logo?
La popolarità di Twitter ha visto una svolta con l’edizione del 2007 del South by Southwest festival: nei giorni dell’evento l’uso di Twitter è triplicato passando da 20.000 ad oltre 60.000 Tweet al giorno.  All’evento erano presenti due grandi schermi 60 pollici utilizzati esclusivamente per far scorrere lo stream dei Tweet pubblici. Il festival fu un grande evento pubblicitario per il servizio e lo staff ricevette il Web Award prize.