Twitter Factor #7

Ultimo appuntamento con la nostra guida alfabetica a Twitter.
Per chi se lo fosse perso, nelle ultime due settimane, TF ha fatto una ‘pausa’ nella sua forma classica per lasciare spazio a chi non è così pratico di Twitter andando a spiegare i termini chiave in questa ‘guida alfabetica’ al nostro social network preferito. Se vi siete persi la prima parte la trovate qui (dalla A alla H), mentre la seconda la trovate qui (dalla I alla P)

 

R come retweet. Con ‘retweet’ si intende l’operazione di condividere ai propri follower un tweet che si ha amato particolarmente, o che è significativo per noi.  E’ esattamente come la funzione ‘condividi’ su Facebook, e mostrerà sul nostro profilo il testo del messaggio, gli allegati e chi l’ha pubblicato. Il tweet di Ellen DeGeneres con l’autoscatto delle star è stato il tweet più ritwittato della storia, con 3.143.027 retweet.

 

S come stella. Ovviamente non parlo di Martina, che chissà che fine ha fatto. Ma mi riferisco alla stella che si trova sotto a un tweet: cliccandola si aggiunge il quel tweet ai propri preferiti. Le doppie frecce invece sono il simbolo per il retweet, e il cestino (presente solo sotto i propri tweet), ovvimente è sinonimo di ‘cancella’.


T come trending. Definire un trend su twitter non è solo un lavoro da smanettoni, ma è anche un’operazione di marketing. Gli hashtag e le parole più twittate indicano anche cosa piace alla gente o cosa la fa parlare, meglio di qualsiasi sondaggio telefonico di feedback. Il successo o l’insuccesso di un programma può essere decretato a colpi di tweet: è clamoroso il caso di #Forteforteforte, massacrato dalla rete.
Vista la preponderanza dell’importanza dell’opinione pubblica online, l’analisi dei trend è imprescindibile per capire cosa è trend, quindi cosa va di moda. Esistono siti che compiono queste analisi a livello orario, giornaliero, settimanale e mensile. Un ottimo strumento per chi, per lavoro, deve intuire le nuove mode e di conseguenza, trarne benefici economici.


U come Uomini & Donne. E’ il programma che, sulla lunga scala, fa sempre parlare di sé. I fan del programma (ma anche quelli che non lo sopportano ma lo guardano per divertirsi o per commentare, andando di fatto ad aumentare l’audience) si riuniscono su Twitter come i fedeli la domenica a Messa, e scrivono milioni di tweet al secondo per commentare i loro beniamini, creando una community che non raggiunge picchi di eccellenza, ma che vince sulla distanza. I tweet sono divertenti, se si conoscono i personaggi del programma. Che avrebbero qualche difficoltà anche a riconoscersi fra di loro.


V come vines. Hanno spopolato dapprima su Instagram, quando l’app si è aggiornata permettendo di inserire anche brevi video oltre le foto, e di conseguenza hanno finito per invadere anche Twitter e Facebook. Sto parlando dei vines. I vines non sono altro che i prodotti dell’applicazione ‘Vine’ che permette agli utenti di creare un mini-video della durata massima di 6 secondi.  Brevità di video e di messaggi, i vines non potevano che trovare terreno fertile su Twitter. Soprattutto quelli porno, che hanno tristemente dimostrato che, a volte, sei secondi sono pure troppi.


W come ‘what’s happening‘. E’ il motto di Twitter. Una sorta di ‘A cosa stai pensando?’ di Facebook. Cosa sta succedendo? E’ anche la domanda che si sono fatti molti utenti appena iscritti, ritrovandosi a vestire i panni di un uovo.
Twitter può essere disorientante, è vero. Gli aggiornamenti che scombinano la home e non lasciano il tempo di leggere con calma. Ma la velocità la fa da padrona, e quello che sta succedendo è tanto che diventa difficile farlo stare tutto in 140 caratteri.

X come Xanax. Il medicinale che andrebbe prescritto a tutti i fandom della rete, specialmente su Twitter, dove si attaccano e si offendono come se non ci fosse un domani. Questi disagiati, infatti, anzichè ognuno essere fan del proprio idolo e basta, preferiscono darsi a una attività nota come ‘Sfanc*la il fan degli altri.’ Perchè il proprio fan deve essere per forza il numero uno in tutto. E allora via agli insulti ai fan degli altri, che si inc*zzano come bestie e rispondono a tono. Cioè a tweet. Dopotutto, “chi ha peggior idolo, scagli il primo tweet.


Y come Yes, We Can! Il famoso motto reso celebre dal Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, congiuntamente all’evento della sua campagna elettorale, grazie all’hashtag #GOBama (un gioco di parole del motto ‘Go’ e ‘Obama’), ha contribuito a rendere le elezioni 2012 l’evento più twittato di sempre grazie alla diretta la notte delle elezioni. Ha superato anche i Mondiali di calcio e la notte degli Oscar.


Z come Grazie. Lo so che è con la G, ma c’è anche una Z  verso la fine della parola. E poi era davvero difficile trovare qualcosa che riguardasse twitter con la Z. Vi giuro che ci ho provato. Ma a nessuno frega niente di Zorro. Ecco, potrebbe essere una notizia. Riproviamo.
Z come Zorro. Il personaggio della mia infanzia che nessuno si fila su Twitter. Povero Zorro.
Ma intanto grazie, per la pazienza (quante Z!) e per essere arrivati in fondo a questa guida.

A presto!