Rinnovato il Cda Rai. O forse no

Un nuovo consiglio d’amministrazione si insedierà alla Rai. “Nuovo”, si fa per dire. Cinque su sette consiglieri hanno più di 60 anni e quattro di loro sono in pensione. Le questioni in merito sono due: la spartizione della rete pubblica e la legalità.

Continuando a sistemare i propri amici, la Rai non farà passi avanti. Continuando ad affidare il controllo a persone anziane non ci sarà nessuno svecchiamento. E la rottamazione dov’è finita? Nel dimenticatoio, forse. Oppure ancora, è stata messa da parte perché i giochi politici rendono di più. Matteo Renzi è molto bravo a far finta di voler risollevare il nostro Paese, ma cade sulle banalità. A queste accuse ha risposto che si tratta di “persone che hanno professionalità e competenze tali da giustificare la loro presenza in Consiglio di amministrazione. Persone che vengono da esperienze come quella giornalistica e televisiva, esperti della comunicazione, anziché astrofisici”. In effetti degli astrofisici potrebbero avere dei problemi, inizialmente, ma non credo sia un male che ci sia una differenziazione di professioni all’interno del cda Rai. In fondo, in televisione si dovrebbe fare informazione a tutto campo, oltre ad occuparsi dell’intrattenimento. Ma tutti gli esperti di comunicazione hanno più di 60 anni? Non ci sono persone che se ne intendono che ne hanno, che so, 30? E tutti quelli che si laureano in Scienze della comunicazione, non sono esperti, per l’appunto, in comunicazione? E ancora, quanti bravi giornalisti giovani ci sono le cui competenze siano “tali da giustificare la loro presenza in Consiglio di amministrazione”?

Altra questione è la legittimità legale di questo cda. La legge stabilisce che “un lavoratore in pensione non può assumere incarichi nelle società controllate dallo Stato”. Il fatto che il governo attui provvedimenti illegali è oltraggioso ma Renzi è furbo. Infatti, giusto ieri (quale coincidenza!) è stata approvata la riforma della Pubblica amministrazione che prevede la possibilità per un pensionato di svolgere l’incarico in forma gratuita e solo per un anno. Non sembra una presa in giro?