Al concerto con Revolution: Sting @Pistoia Blues 2015

Il sogno di vedere i Police dal vivo è svanito quel lontano giorno d’Ottobre del 2007 a Torino, quando non riuscii ad accaparrarmi un solo biglietto.
Da quel giorno la domanda più ricorrente fu: “Vale la pena andare a vedere un concerto del SOLO cantante dei Police?”
Quest’estate volevo darmi una risposta definitiva. Ma prima dovevo andare a verificarlo di persona.

Sting @ Pistoia Blues 2015 era l’occasione giusta. Per il biglietto un 50ino è partito ma tutto sommato prendere il treno, mi ha fatto risparmiare sul viaggio. Partenza verso le 17 da Parma, arrivo a Pisa e poi Pistoia. Viaggio facile e direi veloce, arrivato in stazione il tempo di leggere il Vernacoliere e arrivano due miei amici a prendermi. Loro del concerto non gliene fregava una mazza, erano lì solo per dissetarsi e ammirare la bellissima città.

Arriviamo verso il centro verso le 19.30, passiamo verso la piazza, dove sarà il concerto e la coda praticamente non c’è. Una decina di persone davanti alle transenne che aspettano l’apertura. Molto bene mi dico, abbiamo il tempo di sorseggiare qualcosa seduti ad una delle tantissime “locande” situate lungo i vicoli della città toscana. Ci dividiamo una bottiglia di birra e camminando riusciamo a sorseggiare un bicchiere di sangria (famosissima in toscana). Assaggio la tipica bevanda iberica e sembra succo di frutta ma appena sento il prezzo del bicchiere che ho in mano, 1 €, diventa la sangria più buona del mondo.
Mi avvicino all’entrata e noto che i “cancelli” sono aperti, uccido la sangria, saluto i miei compagni di bevuta ed entro.

Wow. La mia prima impressione è questa. Wow. Non ero mai stato a Pistoia tanto meno in Piazza del Duomo. C’ero andato vicino nel lontano 2006 quando i Pearl Jam fecero quel memorabile tour di 5 date italiane, ma scelsi Verona e Bologna.
La piazza è in leggera discesa rispetto al palco, tre tribunette la circondano (2 laterali e una centrale), su un lato si erge maestoso il campanile del duomo. Wow.
Location bellissima, medio piccola ideale per un concerto, le premesse sono fantastiche. Continuo il mio giro di perlustrazione, la gente è ancora poca ed è ancora possibile ammirare la bellezza del posto. Questo continuo girare e vagare con la bocca mezza aperta tra un selfie e una foto mi ha messo sete. Un concerto, non so voi, ma io lo giudico nel suo complesso, e la birra (prezzo e qualità) è uno dei parametri fondamentali di valutazione.
Molti chioschi, il primo che vedo è quello di una nota birra nazionale con una fettuccia celeste: media da 0,4 l  —-  5 €.
Prezzo medio – alto rispetto a tutti i concerti a cui assistito. Va beh. Non si può avere tutto.

Sono le 20.30 e sul palco sale James Walsh, ex frontman degli Starsailor che con la sua chitarra esegue con buon seguito una manciata di brani che il pubblico apprezza e balla.

In 3 sorsi vedo già il fondo del bicchiere mentre mi dirigo alla zona cibo. Coda infinita. 10 minuti e sono al banco. Panino crudo abbastanza grande 2 €!!! Stiamo scherzando?!!?!??
La mia felicità è a livelli altissimi ma lì, dietro l’angolo, dall’altra parte della piazza birra artigianale (etichetta Punk) 0,5 a 3 €. Il paradiso esiste ed è in Piazza del Duomo a Pistoia.
Il tempo di maledire il chiosco della prima birra e di ordinare la bionda paradisiaca ecco che le luci si spengono. Ormai la piazza si è riempita, le tribune sono stracolme e la gente comincia a gridare: STING!STING!STING!STING!STING!STING!

21.30 spaccate ed ecco che appare Lui, Gordon con la sua barba hipster, l’immancabile basso e la sua band:
Dominic Miller alla chitarra, David Sancious alla tastiera (presente nei primi due dischi di Springsteen) e il batterista italo-americano Vinnie Colaiuta (batterista di Frank Zappa). Troviamo, poi, la fantastica corista Jo Lawry e il violinista Peter Tickell.

Le note di “If I Ever Lose My Faith in You” riempiono la piazza ed il pubblico, compreso il sottoscritto, riceve un onda di emozioni che solo un Dio della musica può dare. Lui è in splendida forma, la sua voce sembra migliorare con l’età e la fantastica corista Jo gli da una grossa mano. “Every Little Thing She Does Is Magic” è la seconda canzone, la prima che ci canterà del periodo Police.

Il pubblico canta a squarciagola ogni singola parola e la sensazione è che ballare sia una cosa naturale sulle note di “Englishman in New York” e “So Lonley”. C’è spazio per gli assoli, duelli tra basso-violino e basso-tastiera fanno si che la gente possa apprezzare la qualità della band di Sting. Vinnie Colaiuta esegue un assolo di batteria che fa venire la pelle d’oca, la salivazione sta velocemente scomparendo e la birra del paradiso è la mia salvezza.
Si può ricominciare a cantare e dopo una fantastica “Driven to Tears” il popolo di Gordon canta a squarciagola “Walking on the Moon”. Suono pazzesco, melodie divine, ritmo calzante e voce superlativa.
“Message in a Bottle” fino ad arrivare al duo “De Do Do Do, De Da Da Da” e “Roxanne/Ain’t No Sunshine”. Fantastico. Ed ecco la prima mini pausa dove posso notare la felicità e la soddisfazione di chi come me ha speso un 50ino per vedere non i Police al completo ma la parte che ha contribuito più di tutte al successo della band.

Al rientro “Desert Rose” e “Every Breath You Take” riscaldano ancora di più il cuore degli spettatori fino ad arrivare al bis finale con “Next to You” e “Fragile” contemplate dalla folla con occhi luccicanti e bocca aperta, per uno spettacolo che non sarà il più bello della loro vita, ma sicuramente sarà indimenticabile.
Alla fine saranno 19 pezzi in setlist, 10 sono dei Police. Quasi 2 ore di pura magia con canzoni che fino il giorno prima avevi ascoltato su LP impolverati. Il “ragazzo” che abita buona parte dell’anno in Valdarno ci ha regalato una grandissima serata di musica e alla domanda che mi ero posto all’inizio “Vale la pena andare a vedere un concerto del SOLO cantante dei Police?”, la mia risposta può essere solamente: ASSOLUTAMENTE SI.

SCALETTA:
If I Ever Lose My Faith in You
Every Little Thing She Does Is Magic
Englishman in New York
So Lonely
When the World Is Running Down, You Make the Best of What’s Still Around
Fields of Gold
Driven to Tears
Walking on the Moon
Heavy Cloud No Rain
Message in a Bottle
Shape of My Heart
The Hounds of Winter
De Do Do Do, De Da Da Da
Roxanne/Ain’t No Sunshine (Bill Withers)

BIS
Desert Rose
Every Breath You Take

BIS 2
Next to You
Fragile

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