Flow of conscience – Time

Si dice che lasciando ad un gruppo di scimmie una macchina da scrivere per un’infinità di tempo, queste saranno capaci di riprodurre William Shakespeare. É solo un aneddoto che prova a dare un’idea della teoria del caos: è possibile che da un’azione casuale si crei qualcosa di specifico e di immensa bellezza se si ha a disposizione un lasso di tempo infinito. Ed è proprio questo concetto che personalmente faccio fatica a seguire. Tempo infinito.

Neil Degrasse Tyson, astrofisico statunitense, ha detto: “Se pensiamo che dalla creazione dell’universo fino a oggi è passato solo un anno, allora la nascita e l’evoluzione, tutto quello che è stato creato e tutto quello che è stato pensato dal genere umano è successo durante l’ultimo secondo, alle 11.59 del 31 dicembre”. Io mi sono chiesto se durante quell’anno le scimmie sarebbero state capaci di riprodurre Shakespeare o dal momento che si ferma il cronometro il tempo prende un valore e quello che le scimmie avrebbero scritto non sarebbe altro che una botta di culo… Ma il cronometro non possiamo fermarlo arbitrariamente. La verità é che é partito quel primo gennaio a mezzanotte e un secondo e, da allora, ogni momento é nuovo di zecca mentre il tempo corre e allunga le dita per raggiungere l’infinito, potendolo a volte solo accarezzare ma mai trattenere.

Che disprezzo deve avere nei nostri confronti il tempo. Non ne abbiamo per vedere i parenti sui quali ha lasciato i suoi segni indelebili e non basta per studiare, divertirsi, mangiare, andare al cinema. Io stesso penso che, in questo momento, l’orologio segna le 4.07 e di certo non avrò tempo per riposare, quindi domani non ne avrò per studiare. Silenzio. Fa caldo. A malapena respiro dall’affanno. E giuro che, se mi concentro, posso sentire il suono di una macchina da scrivere, costante e instancabile, un messaggio di speranza ad un essere insulso che vaga nel nulla sopra un chicco di sabbia. We’re Stardust just that. Buonanotte.