Al concerto con Revolution: Deep Purple @ Mediolanum Forum Assago

Quando vai a vedere un concerto in cui l’età media è di 70 anni circa, non sai mai cosa aspettarti.

Trentuno ottobre duemilaquindici. Halloween, gli spiriti sono favorevoli affinché i Deep Purple (o meglio ciò che ne rimane) riescano a salire sul palco del Forum di Assago (MI) senza sbriciolarsi durante la performance.

Tralasciando il cordone di controllori dell’ATM di Milano che alla fine corsa della metro per il forum, avrà fatto quei 7000-10000 euro di multe solo quella sera, e non curando il fatto che il guardarsi intorno mi dimostrava piacevolmente che ero tra i più giovani lì dentro, riesco a trovare il mio posto, laterale, riservato, stretto, no al colesterolo, si a Valsoia.

La prima cosa che salta all’occhio sul palco sovradimensionato è un enorme tappeto viola, a ricordare il celebre nome del gruppo ed ad indovinare il fatto che il viola è un colore che mi piace.
21.15 solo 15 minuti di ritardo e s’incomincia, timidamente i reliquati originali degli anni settanta salgono sul palco accompagnati dai pezzi di ricambio. La formazione prevede:

  •  IAN GILLAN – VOCE
  •  IAN PAICE – BATTERIA
  •  STEVE MORSE – CHITARRA
  •  ROGER GLOVER – BASSO
  •  DON AIREY – TASTIERE

Niente saluti, subito agli strumenti. Si inizia cattivi con un pezzo che in seguito ho scoperto essere “Mars the bringer of war”, e che in tutta onestà non conoscevo, provando un senso di delusione nell’ignorare la canzone d’apertura del concerto.
Penserete ” how the fuck?” (dimostrando peraltro una sagace abilità nell’utilizzare la lingua inglese) Ma in effetti è una risposta che non so’ darvi.

Il concerto prosegue tra prestazioni degni di una rock band internazionale, e tra commenti stupiti di come fossero ancora in grado di suonare, il tutto accompagnato dalla carente igiene del mio vicino di posto, che contribuiva a dare quella nota “rock” tipica degli anni 70.
Finalmente arriva “strange kind of woman” la sesta canzone, ma la prima che davvero mi piace. Luci, volume alle stelle mi han fatto sentire un quindicenne orgoglioso del suo hard rock!
Poi ancora la performance si snoda tra canzoni più o meno conosciute, tra assoli più o meno discutibili del platinatissimo Steve e lanci di reggiseni sul palco. Si avete capito bene.
Questi tizi paragonabili ai vostri nonni, suonano a Milano e ricevono reggiseni lanciati dalle fan! Non so’ voi, ma io non ricevo neanche un abbraccio dallo smartphone dopo che l’ho costretto a riprodurre video dal discutibile contenuto etico. E loro… reggiseni.

Una cosa che ha piacevolmente colpito la folla è stato l’assolo magistrale di Don Airey sostituto del compianto John Lord, 7-8 minuti di di assolo di tastiere che francamente, non ci aspettavamo. Grande Don, così mi pesano un po’ meno i 57€ di biglietto.

L’acme della compliance del pubblico invece è stato raggiunto con “Smoke on the water”, un’ interpretazione molto bella, chiassosa e ben condita dalla partecipazione del pubblico, guidata dal frontman. Il tutto seguito da un assolo di basso? non saprei dirvi se fosse un assolo.

Decidendo che è il momento di prendere le medicine della sera, i Deep Purple si ritirano dietro le quinte terminando la scaletta regolare, ma concedendosi poco dopo per un paio di Bis.
Finalmente arrivano “Black night” e “Hush” , altri 15€ recuperati nell’investimento del biglietto. ma dopo quelle due esecuzioni un po’ frettolose, basta così. Grandi saluti, è stato bello, siete un pubblico fantastico e grazie del Valsoia, era davvero senza colesterolo.

Grandi esclusi della serata sul quale non si può proprio transigere:
Child in time, when a blind man cries, woman from tokyo, burn e fireball.
Dai, mi rifaccio comprando una maglietta. 50€ quelle ufficiali. E vaffaculo allora.

 

Ascoltare un gruppo che ha partecipato ad erigere la storia del rock, è sempre emozionante, anche se un po’ mutilato nella formazione e nello spirito.
Immagino che per me, come per la maggior parte degli spettatori presenti, il movente per ascoltare un concerto del genere sia una nostalgia del passato, in cui la musica dei Deep Purple ti astraeva da tutto il resto e ti faceva sentire figo.
E in parte quella sera ci sono riuscito.

Scaletta:
Mars the bringer of war
Après vous
Into the fire
Hard lovin man
vincent price
Strange kind of woman
Contact lost
The well dressed guitar
Uncommon man
The mule
Lazy
Above the beyond
Hell to pay
Keyboard solo
Perfect strangers
Space trukin’
Smoke on the water
Hush
Bass solo
Black night
Sergio Cazzato