Flow of Conscience – Natale

Natale è quasi arrivato.

E’ da più di un mese oramai che ovunque giri vedi lucine, angioletti, renne, elfi, fiocchi di neve e grassoni con la barba bianca vestiti di rosso.

Come ogni anno mi butto in una spirale di negazione e faccio finta che niente di tutto ciò mi turbi. Di solito ce la faccio a resistere fino al 20-21 dicembre. E poi mi convinco che 5 giorni prima di Natale tutto questo festeggiamento è lecito. Quest’anno non è stato così.

E’ la sera di giovedì 3 dicembre e sto tornando a casa dopo il lavoro. Ho perso l’ultimo autobus ed è troppo presto per il notturno quindi opto per una sana passeggiata nel gelo.

Dopo una bella mezz’oretta di cammino raggiungo via Emilia Est. I polmoni mi si stanno congelando da quando fa freddo, nell’aria si percepisce l’odore di olio bruciato da qualche casa o da uno dei baracchini di gnocco fritto.

Mi faccio coraggio ed accelero il passo. Oramai non sono che solamente 3 chilometri da casa mia! Lascio scappare qualche bestemmia a denti stretti e giro l’angolo. E poi la vedo. E mi fermo.
Non so per quanto tempo sono rimasto lì a fissarla. Ero mesmerizzato, non sentivo più né il freddo, né la stanchezza. Perché la prostituta che ‘batte’ in questa zona, si è fatta travolgere dal clima natalizio ed ha deciso di portare il cappellino di Babbo Natale con le lucine che lampeggiano al ‘lavoro’.
Dopo un po’ ho ripreso coscienza e ho continuato a camminare verso casa. Ma potevo pensare solo a lei. A lei e al suo cappellino. Al fatto che un allupato sessantenne la carichi in macchina col suo cappellino. La porti in un parcheggio in zona e spenga la macchina. L’unica luce che si vede sono gli alberi di Natale lampeggianti del suo cappellino. Metta la sua mano destra dietro la nuca della ragazza e la spinga leggermente, dal suo cappellino, verso una erezione piena di rughe e frustrazione. La ragazza si metta ‘all’opera’. Lui si concentri sul suo cappellino. Magari sottovoce mormori “Jingle bells, jingle bells, jingle all the gay…”.
Oramai sono arrivato davanti a casa mia. La cartoleria accanto ha messo fuori una cassetta della posta per le letterine dei bambini a Babbo Natale e la figlia di 4 anni della mia vicina corre a farne buon uso. Le do una mano a tenere il portone d’ingresso aperto e penso, durante il suo “Grafffie”, che quella almeno è una persona che non trova il fatto che, un ciccione, a te sconosciuto, ti entri in casa mentre dormi, estremamente disturbante.
Buon Natale a tutti…