Anime randagie – Il randagismo

Un compagno a quattro zampe può arrivare all’improvviso e cambiarti la vita. Ricordo un pomeriggio di tanti anni fa, quando avevo circa otto anni. Io e i miei genitori eravamo andati in un supermercato a fare la spesa e, nel posteggio, la stavamo caricando in macchina.

Avevamo messo alcune borse nel bagagliaio e un paio nel sedile posteriore; in una di queste c’era della carne macinata con cui mia madre voleva fare un polpettone. Lo sportello era rimasto aperto e, mentre noi prendevamo le ultime cose dal carrello, un cagnolino di media taglia approfittò del momento di distrazione per entrare in macchina e mettersi tranquillamente a mangiare la carne macinata. Si vedeva che aveva fame, ma anche che era spaventato. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, mio padre, invece che scacciare il cane, come avrebbe fatto la maggior parte della gente comune, si fece una risatina e, con infinita pazienza, si avvicinò al cane e cominciò ad accarezzarlo. Lo battezzammo Polpettone, detto Polpy, e restò con noi per molti anni. Fu solo il primo di una lunga serie di cani, che mi hanno tenuto compagnia durante tutto il periodo in cui ho vissuto con i miei genitori. Abbiamo sempre adottato cani dai rifugi per animali abbandonati, e ne siamo sempre stati contenti. Essendo figlio unico, i miei compagni a quattro zampe sono stati, per me, come dei piccoli fratelli; sono stati compagni di giochi e mi hanno anche insegnato a capirli e ad amarli. Più amavo questi miei compagni di vita e più detestavo chi li aveva abbandonati. In conseguenza di questo ho cominciato, quando avevo circa 14 anni, a frequentare i rifugi per i cani abbandonati, diventando un assiduo volontario. Decisi quindi di diventare medico veterinario; mi iscrissi all’istituto tecnico agrario e poi alla facoltà di medicina veterinaria.

Con il passare del tempo mi resi conto che il problema del randagismo, come la maggior parte degli altri problemi che ci troviamo a dover affrontare, deve innanzitutto essere compreso, per poter essere risolto. Cominciai così a documentarmi, non solo esaminando i pochissimi libri presenti in Italia, ma cercando anche all’estero e, in particolare nell’ambito delle associazioni per la protezione animali. Molti anni fa scrissi il mio primo articolo sul randagismo, che si intitolava Il randagismo nel mondo: per documentarmi scrissi una e-mail a più di 900 associazioni protezioniste sparse nelle principali nazioni. Cominciai a ricevere le prime email di risposta circa due ore dopo l’invio della mia, e continuai a ricevere materiale cartaceo nei successivi tre o quattro mesi. Poi impiegai un paio di mesi ad elaborare il tutto e alla fine scrissi l’articolo. Penso di aver avuto in quel momento una visione chiara del problema del randagismo, che non è solo italiano, ma è diffuso in tutto il mondo. Ci sono migliaia di persone che si interessano di questo problema e che cercano costantemente di arrivare ad una soluzione che però, purtroppo, al momento non è stata ancora definita. In questo mio blog parleremo soprattutto del randagismo, specialmente del cane, ma anche, più in generale, del rapporto fra l’uomo e gli animali. La mia scelta di dedicarmi in maniera prioritaria a questo problema è dovuta al fatto che esso è un fenomeno con cui siamo spesso a contatto, anche nella nostra vita di tutti giorni. Qui in Italia è molto diffuso, anche se con notevoli differenze tra il nord e sud. Ma che cos’è il randagismo? Il randagismo è dato dalla presenza di animali abbandonati dall’uomo in un determinatoingresso canile_ ridotto territorio. Nella nostra nazione la maggior parte degli animali abbandonati sono i cani e i gatti, visto che essi sono i principali animali di affezione degli italiani. In altri paesi troviamo anche forme di randagismo che riguardano altri animali. Sono a tutti noti ad esempio i problemi che si hanno in America, nelle grosse città come New York, per la presenza di numerosi rettili nelle fognature: spesso gli americani si procurano dei piccoli rettili per tenerli in casa, senza pensare che poi questi crescono di dimensioni, e quando diventano troppo ingombranti se ne liberano. Per fortuna noi qui in Italia non abbiamo questo tipo di randagi, anche se cominciano pure da noi a trovarsi popolazioni di animali randagi oltre a quelle dei cani e dei gatti: un esempio per tutti è dato dalle nutrie, che sono dei roditori, grossi come un cane, che somigliano ai topi. Esse sono state importate in Italia per la loro pelliccia. Alcuni allevatori hanno chiuso immettendo delle nutrie nel territorio. Essendo queste molto prolifiche, e non avendo qui dei nemici naturali che potessero contenere la popolazione, si sono riprodotte a dismisura, cominciando a dare problemi anche all’uomo. Infatti le nutrie scavano delle grosse tane negli argini dei fiumi, rendendo alla lunga questi argini molto fragili, ed esponendo quindi dei territori a rischio inondazione. Uno dei motivi per cui non si riesce a debellare il randagismo, è che esso viene preso in considerazione solo nel momento in cui si cominciano ad avere problemi per gli esseri umani. Con il solito sistema tutto italiano, nei nostri territori, ci accorgiamo che ci sono troppi cani vaganti, quando questi, ad esempio attraversando la strada, cominciano a provocare incidenti stradali anche mortali, oppure quando il numero di persone morse comincia ad essere consistente. La gente comincia a lamentarsi, qualche personaggio politico di spicco comincia a gridare allo scandalo, magari qualche sindaco invoca l’intervento di cacciatori armati fino ai denti che risolvano il problema sparando a destra e a manca, ma ben pochi sono coloro i quali cercano di risolvere il problema alla radice, cioè intervenendo sui proprietari di cani per evitare che ci siano gli abbandoni. Nei prossimi interventi in questo blog ci occuperemo del problema del randagismo cercando quindi di trovare delle soluzioni che siano veramente efficaci; partendo da questo avremo modo di parlare anche di vari argomenti interessanti per chi possiede un animale da compagnia, ed anche per chi, pur non possedendo nessun animale, li ama semplicemente.

Bruno