Musica Sotterranea – Sanremo 2016: Cecile, la musica come protesta

Sanremo Giovani 2016 accoglie Cecile, il contralto black che vuole ricordare a tutti che il problema della discriminazione razziale non solo esisteva ai tempi del nazismo o di Rosa Parks ma purtroppo esiste ancora oggi.

Cecile Vanessa Ngo Noug è una cantante, ballerina e attrice italo – africana (e cestista). Tra i suoi generi musicali preferiti ci sono l’hip hop, l’R’n’B, il soul e il jazz. È anche una rapper e sa suonare il violino. È nata nel 1994 a Ostia, provincia di Roma, dove tutt’ora vive. La madre Marie Madeleine a 17 anni iniziò a giocare nella nazionale di calcio femminile del Camerun. Non riuscendo, quindi, più ad accudirla, decise di mandarla al Centro di aiuto alla vita affidandola a suor Elena, che da allora divenne una figura molto importante nella sua vita. I suoi primi interessi per la musica nacquero proprio grazie a suor Elena, la quale iniziò a portarla a vedere i concerti di Natale presso la sala Nervi, in Vaticano e a cantarle spesso le canzoni di Celine Dion.
Arriva al Festival della Canzone Italiana di Sanremo nella sezione “Nuove Proposte” con la canzone N.E.G.R.A., un brano di black music che descrive la discriminazione razziale, scritto da Lorenzo Lombardi Dallamano. Eliminata dal televoto, la sua canzone ha provocato varie reazioni e polemiche. È un brano molto forte che lei, in un’intervista a Tv Show, ha presentato così, “Purtroppo è decisamente autobiografica… è tutto accaduto sul serio. Il mio intento era sbugiardare l’idiozia e l’ipocrisia di alcune persone. NEGRA chiaramente è un pretesto, potrebbe essere ‘nana’, ‘brutta, ‘grassa’, qualsiasi altro termine utilizzato come insulto…La denuncia dell’ipocrisia è una delle componenti fondamentali del brano: la si può girare come si vuole, ma resta sempre ipocrisia”.
Oltre alla sua voce e alla sua storia mi ha colpito molto il tema che affronta: la diversità. Cecile mostra di essere furibonda nei confronti di chi l’ha emarginata per il colore della sua pelle o di chi, maliziosamente invidioso, ha approfittato del suo fascino per farle del male. Tuttavia, è vero che, come lei dice, ci sono mille motivi per cui si è o ci si sente diversi. E la musica può essere vissuta come una sorta di “auto – terapia” perché permette di esprimere, con un linguaggio diverso dalle parole, la rabbia e la frustrazione.

Etnalove