Anime randagie – Animali tar-tassati.

Anche per quest’anno è arrivato il momento di presentare la denuncia dei redditi. E naturalmente, come ogni anno, si discute su cosa sia giusto tassare. Avere nell’ambito della propria famiglia un animale domestico non dovrebbe essere considerato un lusso, mentre invece la tassazione che viene applicata sui prodotti per gli animali fa sospettare che lo Stato la pensi diversamente. L’Iva applicata su questi prodotti è del 22%, e la stessa aliquota fa lievitare le fatture dei veterinari. Ben venga quindi la possibilità di scaricare, almeno in parte, le spese che si sono sostenute per mantenere in buona salute i nostri amici non umani.

Questa possibilità, anche se forse non tutti i proprietari lo sanno, esiste già. Sono infatti detraibili gli importi dei farmaci veterinari e degli antiparassitari (andranno quindi allegati gli scontrini della farmacia o dei negozi che vendono prodotti per animali) e gli onorari dei veterinari (allegando le fatture). Non sono scaricabili eventuali farmaci ad uso umano, anche se possono essere utilizzati per gli animali, ed inoltre non possono essere sommati gli importi detratti per le spese veterinarie agli importi dei farmaci ad uso umano destinati ai componenti della famiglia.

Ho specificato che sono detraibili solo in parte perché, non si sa in base a quale strano principio, esiste una franchigia minima di € 129,11 per la detrazione, ed un tetto massimo di 387,34, oltre il quale queste spese non sono più deducibili. In sostanza, non ci sarà nessun rimborso se le spese veterinarie saranno state inferiori a € 129,11, e neanche per le cifre spese oltre i 387,34; il rimborso massimo che si potrà ottenere, qualsiasi sia la cifra spesa sopra i 387.34, sarà di circa 49 euro.

Sono sempre stato d’accordo con il principio secondo il quale ognuno dovrebbe pagare le tasse in ragione della propria ricchezza, ma qui la presenza di un importo minimo e massimo che definisce un intervallo di spesa che ci dà diritto al rimborso, mi fa pensare che venga penalizzato (negandogli la detrazione) chi ha il proprio animale che sta molto bene (e che quindi fa spendere poco al suo proprietario) e chi invece ha la sfortuna di avere speso molto per le cure e farmaci veterinari.

Spero vivamente che la lotta che viene fatta dalle associazioni di categoria dei veterinari e dalle associazioni per la protezione degli animali per abbassare questa esagerata tassazione vada quanto prima a buon fine. Si dovrebbe fare di tutto per incrementare le adozioni dai canili, per trovare nuovi proprietari, per evitare che i cani vengano abbandonati in strada, ma poi, d’altro canto, non si fa niente per fare risparmiare i proprietari.

Bruno Manzini.