Anime randagie – In vacanza con Kitty.

Durante le ultime festività pasquali, mi sono recato, con la mia famiglia ad Auronzo di Cadore. Ci siamo fermati in un piccolo e piacevolissimo albergo posto proprio di fronte alle piste da sci. La neve era già quasi sparita tutta, ma le piste erano ancora agibili. Qui abbiamo incontrato una simpatica signora che, approfittando del fine settimana lungo, era venuta anche lei in vacanza, naturalmente accompagnata dalla sua inseparabile Kitty, una esuberante cagnolina di piccola taglia, molto allegra e vivace. Per nulla intimorita dalla neve, era entusiasta di visitare posti nuovi, farsi coccolare dalla gente e, perché no, fare anche qualche altra conoscenza canina. In quei giorni ho incontrato la signora e la sua fedele Kitty, la mattina presto, prima di colazione, mentre si accingevano ad uscire per la passeggiatina mattutina. Poi, durante la colazione, ci si raccontava quello che era successo il giorno precedente: io parlavo di mio figlio Corrado, che ha 10 anni e ha passato questi giorni di vacanza sciando come un matto; lei invece mi raccontava le imprese della sua adorabile cagnolina che, munita di cappottino, non perdeva l’occasione per giocare saltellando in mezzo alla neve, fare le feste a tutti quelli che erano disposti a coccolarla un po’, e giocare insieme ad altri cagnolini simpatici. Io al momento non ho cani con me, ma sentendo i racconti di questa simpatica signora, ho avuto modo di ricordare i viaggi che facevo quando avevo i miei tre cani. Ricordo che prima di partire ci si organizzava prendendo con noi la ciotola per l’acqua e quella per il mangiare, la copertina dove avrebbero dormito, la spazzola, insomma tutto il necessario per i nostri animali. Quando si doveva andare in albergo, bisognava prenotare prima chiedendo all’albergatore se si potevano portare con noi i cani, dato che purtroppo non vengono accettati dappertutto. Però, nonostante questa piccola difficoltà organizzativa, non abbiamo mai avuto grossi problemi a spostarci insieme ai nostri compagni pelosetti. E così, durante questa breve vacanza di pochi giorni, ho avuto modo di pensare al ruolo così importante che i nostri quadrupedi hanno, non solo nell’ambito delle nostre famiglie, quando ne fanno parte come cani di proprietà, ma anche quando, ad esempio, ci aiutano in molti altri modi. Mentre guardavo mio figlio sciare, pensavo che, nei casi di valanghe i cani hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nel ritrovare le persone disperse sotto la neve. Anche se adesso la tecnologia ci consente di dotare gli sciatori di localizzatori elettronici, i cani da valanga sono sempre una risorsa efficacissima. Oltre a questi, che per fortuna sono chiamati ad intervenire poche volte, vi sono quelli che sono invece impegnati tutti i giorni, ad esempio nel settore della sanità e della sicurezza. Pensavo ad esempio alla cosiddetta pet-therapy, termine inglese con cui si definisce la terapia con gli animali, rivolta ai bambini affetti da varie patologie come l’autismo: è stato visto che alcuni cani, addestrati in modo speciale, riescono a far ottenere notevoli miglioramenti ai bambini autistici, favorendo anche la loro socializzazione. Pensavo ancora ai cani per i ciechi, che guidano i loro padroni non vedenti in maniera infallibile, dopo aver ricevuto un addestramento che dura anche fino a quattro anni. Questi cani, se maschi, non si fanno distrarre dal loro lavoro neanche da una cagna in calore: con il loro addestramento si riesce ad avere un completo controllo anche di questo istinto fortissimo e primordiale. Pensavo ancora ai cani che lavorano negli aeroporti, al seguito delle forze dell’ordine, per individuare la droga o gli esplosivi. Adesso, rientrato a casa, oltre che aver portato con me dei bei ricordi legati a questa vacanza, mi rendo conto di avere con me un senso di tenerezza e un piccolo rimpianto: avrei voluto avere anch’io una piccola Kitty da portare con noi.

Bruno Manzini.