Anime randagie – Riflessioni.

Ho un piccolo giardino che si affaccia su una strada a fondo chiuso; dall’altro lato della strada c’è un parco molto frequentato da gente che va a passeggio col proprio cane. La maggior parte di queste utilizzano il guinzaglio, quello che si allunga per permettere al  cane di allontanarsi di due o tre metri dal padrone. Mercoledì mattina invece si sono incontrati due proprietari che avevano i cani, entrambi di media taglia, liberi. Uno di questi, appena accortosi della presenza dell’altro, gli è corso incontro e, puntualmente, il suo padrone ha cominciato a richiamarlo, gridando come un matto. Alla fine ha ottenuto il risultato che voleva, cioè quello di riuscire a riprendere il suo cane e a mettergli il guinzaglio. Dopo di che, sempre con un tono di voce molto alto, ha gridato all’altro proprietario dicendogli che i cani non vanno tenuti liberi. Pensavo che ne sarebbe nata una discussione, ma invece l’altra persona si è semplicemente girata ed è tornata sui suoi passi, forse in considerazione del fatto che c’è una notevole differenza di età fra loro.

La mattina dopo, mentre camminavo per il centro di Mogliano Veneto, mi sono imbattuto in un manifesto in cui si chiedeva aiuto per rintracciare un cane. Era molto grande, quasi come quelli che di solito vengono messi durante la campagna elettorale, molto ben fatto, con una splendida grafica. Aveva al centro due foto, e delle scritte molto grandi, facilmente leggibili anche da lontano. Nel manifesto era scritto che il cane era fuggito da casa perché terrorizzato dal rumore dei fuochi d’artificio sparati l’ultimo dell’anno, e che si offriva una ricompensa di 4000 euro. Ho voluto telefonare per sentire se era stato ritrovato, ma forse avrei fatto meglio a non farlo, dato che il proprietario mi ha detto che il cane era stato ritrovato morto. Mi è dispiaciuto tantissimo, non solo per il cane, ma anche perché attraverso quelle poche parole scambiate per telefono, sono riuscito a percepire una profonda tristezza, mi sono davvero reso conto di quanto fosse amato quel cane.

Questi due episodi mi hanno fatto riflettere molto, soprattutto sul fatto che noi tutti, magari senza rendercene conto e senza darci troppo peso, facciamo spesso delle cose molto stupide, come ad esempio quando rimproveriamo gli altri  se fanno i nostri stessi errori, oppure quando a fine anno diamo fuoco alle micce.

Bruno Manzini.