Anime randagie – In vacanza……

Domenica scorsa mi trovavo a Trieste e, passeggiando sul lungomare, ho visto un cartello attaccato alla corteccia di un pino marittimo. Avvisava i proprietari di animali della presenta nella zona di bocconi avvelenati, e quindi raccomandava di porre attenzione a ciò che avrebbero potuto mangiare gli animali in passeggiata. Naturalmente sono stato amareggiato dalla presenza dei bocconi, mentre invece trovo che avvisare la gente del pericolo sia molto importante, dato che così si vanifica anche la possibilità di altri avvelenamenti.
Ieri sono stato al Parco Naturale di Cervia, che ho trovato veramente bello, per la presenza di molti animali e per il percorso botanico. La giornata era molto calda, soprattutto nelle ore centrali, ma sotto gli alberi, all’ombra, si stava bene. Mio figlio Corrado ha visitato la fattoria didattica, è entrato in alcuni recinti dove ha potuto avere un contatto diretto con gli animali presenti, e poi abbiamo proseguito nella visita fino all’ora di chiusura. Mi ha colpito molto la presenza di centinaia di tartarughe in alcuni laghetti, ed ho poi saputo che sono il frutto di abbandoni. Esiste un florido commercio di tartarughine, ad esempio della specie Pseudemis Scripta (quella con le due strisce rosse sul lati della testa e del collo), e la maggior parte di questi animali viene venduta senza avvisare gli sprovveduti clienti che questi animali, comunemente a molti altri, hanno il brutto vizio di crescere, diventando ben presto ingestibili all’interno di una normale abitazione.

Si ricorre così frequentemente all’abbandono,  con effetti catastrofici non solo per l’animale abbandonato, ma anche per l’ecosistema delle nostre zone, che non prevederebbe la presenza di questi predatori.

Fortunatamente, circa un mese fa, è stato reso obbligatorio l’uso del microchip anche per queste tartarughe, mentre per quelle terrestri lo era già da tempo. Per informazioni in merito ci si può rivolgere al Corpo Forestale dello Stato.

Bruno Manzini