Anime randagie – Una vecchia cartolina.

Pochi giorni fa, aprendo un vecchio libro, ho ritrovato una cartolina con raffigurato il muso di un cane, che sporge attraverso delle sbarre e con la scritta  Attenti all’uomo. Sul retro, che ho subito controllato, non è scritto niente, ci sono solo le linee che servono a delimitare l’area dove attaccare il francobollo e quelle dove scrivere l’indirizzo, ed era pubblicata dal Coordinamento Nazionale delle Associazioni Animaliste. La cartolina mi ha riportato indietro nel tempo, di molti anni, ed esattamente a quando, prima ancora di iscrivermi alla facoltà di medicina veterinaria, collaboravo con alcuni canili. In quegli anni, il modo di fare protezione animali era forse molto diverso da adesso; quando si voleva raggiungere un gran numero di persone per far conoscere l’attività del canile, fare adottare dei cani o chiedere un aiuto, si organizzavano dei banchetti, li si posizionava in luoghi ben frequentati, e poi si passavano ore e ore a parlare con la gente. Ancora oggi queste attività persiste, ma senza dubbio l’avvento dei computer portatili con connessione Internet, a basso costo, ha portato a cambiare radicalmente il modo di raggiungere la gente. L’ultimo passo è stato quello di avere dei telefoni cellulari collegati ad Internet: anche senza avere un computer a casa, si possono ricevere e-mail, collegarsi ad Internet, addirittura mandare in tempo reale fotografie e filmati degli avvenimenti alle testate giornalistiche televisive. Naturalmente tutto questo progresso è stato seguito anche da chi fa protezione animali, tanto è vero che adesso su internet si trovano migliaia di siti dedicati ai canili, agli animali persi e trovati, alle associazioni per la protezione animali e via dicendo. Le cartoline, come quella che ho trovato nel vecchio libro, sono quasi sparite. Naturalmente, guardando quella cartolina, mi sono chiesto se sia possibile fare un paragone fra quel vecchio sistema, in cui la comunicazione verbale da persona a persona era fondamentale, e questo nuovo sistema, che sicuramente permette dei grossi vantaggi in termini di velocità di trasmissione delle informazioni, di qualità (trasmissione di foto, audio, filmati, diagrammi e quanto altro), e di quantità (praticamente tutti coloro che hanno un telefono di nuova generazione possono trasmettere informazioni a livello mondiale in pochi secondi), ma che per contrapposto ha anche i suoi lati negativi. Penso infatti che succeda un fenomeno analogo a quello che succedeva tempo fa, quando ci trovavamo troppa pubblicità dentro la cassetta della posta: si faceva un mucchio di tutta quella carta e la si cestinava direttamente, senza neanche guardarla, venendo così a perdere anche quel poco di informazione che forse ci sarebbe stata utile. Penso che succeda lo stesso con Internet: troppe informazioni ci portano a ignorarle tutte in blocco, semplicemente perché non si ha il tempo di andare a scegliere in mezzo ad esse quella che realmente ci interessa. Inoltre, la gestione di un sito Web o di una pagina Facebook che vogliano essere concorrenziali, richiedono molto tempo che spesso i volontari che operano nei canili non hanno, dovendo sobbarcarsi con una priorità assoluta il lavoro che va fatto giorno per giorno all’interno del canile. La possibilità poi per chiunque di pubblicare qualsiasi cosa su Internet, anche la più strampalata, ha portato spesso ad una notevole confusione: ad esempio, qualche tempo fa, dovendo cercare un cane in adozione per un mio amico, mi sono trovato a perdere un sacco di tempo perché in molte pagine non è indicata chiaramente, nella home page, la località in cui si trova il canile. Dovendo quindi fare una ricerca limitata ad una determinata zona, mi sono ritrovato il motore di ricerca intasato da decine e decine di siti che parlavano di canili lontani centinaia di chilometri dal punto di mio interesse.

Forse sarebbe bene fare un piccolo passo indietro, e cominciare a pensare che i vecchi sistemi, i cosiddetti rimedi della nonna, avevano una loro ragion d’essere, e cercare magari di integrare il vecchio con il nuovo. Ma comunque, prima di tutto, cercare di essere chiari e semplici nell’esposizione; fatto questo ci si potrà sbizzarrire come si vuole.

Bruno Manzini.