Anime randagie – Il canile come uno zoo?

Un paio di anni fa mi sono recato a Monaco di Baviera, dove esiste uno zoo di cui avevo sentito parlare molto bene. Mi sono recato a visitarlo, nonostante il fatto che non sia molto favorevole a queste strutture, in quanto ritengo che sarebbe molto più bello poter vedere gli animali liberi nel loro ambiente naturale. Comunque devo dire che, nonostante la mia prevenzione in merito, sono rimasto favorevolmente colpito sia dalle condizioni strutturali dello zoo stesso, sia dal lavoro degli operatori, che permettono agli animali che vivono in questo zoo di vivere in condizioni abbastanza buone. Gli spazi sono veramente grandi, non si può certo parlare di uno zoo nel vero senso del termine, sembra più di essere ad uno zoo safari, pur essendo all’interno delle città. La presenza di cuccioli, nati in cattività, mi ha confermato le buone condizioni di questo zoo. Oggi, mentre catalogavo alcune foto, ne ho ritrovato alcune fatte durante questa visita, e, mentre le guardavo, mi sono messo a pensare ai canili. Un paragone risulta impossibile: nei canili italiani, ormai sovraffollati fino all’esasperazione, gli spazi vitali sono ridotti al minimo, salvo rare eccezioni. Mentre all’interno dello zoo sono presenti spazi, alberi, laghi, giochi nella gabbia delle scimmie, che permettono agli animali di potersi muovere e giocare, all’interno dei canili tutto questo manca. Eppure, la considerazione che ho fatto, e che mi ha lasciato con molta amarezza, è che la maggior parte della gente, quando sente parlare degli zoo, si dispiace perché manca la libertà agli animali. L’amarezza, a cui accennavo prima, è dovuta al fatto che queste stesse persone, spesso non pensano con eguale intensità alle condizioni dei nostri canili.

Bruno Manzini