Anime randagie – La miglior medicina? Il cane!

Qualche tempo fa ho avuto modo di leggere la storia di un signore americano che raccontava in un blog di essere stato salvato dal suo cane. A questo punto starete pensando ad uno di quei meravigliosi episodi che si sono verificati spesso, in cui il cane salva un’intera famiglia da una fuga di gas o da un incendio mettendosi ad abbaiare durante la notte e svegliando le possibili vittime, o ad altre storie del genere di cui sono piene le cronache. Niente di tutto questo. Qualche anno fa, il protagonista della nostra storia aveva raggiunto un peso incredibile: l’obesità gli aveva causato tanti di quei problemi che si era finalmente convinto rivolgersi ad una dietologa per porre una drastica svolta alla sua vita. La dietologa, dopo aver esaminato le condizioni cliniche pessime del suo paziente, è subito passata all’azione e, come primo provvedimento, lo ha spedito in canile. Prima di iniziare qualsiasi dieta o terapia, gli ha intimato di prendere con se un cane. Il nostro paziente infatti, viveva da solo. Ma non era la solitudine il suo problema: era la mancanza di movimento. Una vita totalmente sedentaria, passata quasi sempre in casa, davanti alla televisione o al computer o, nella migliore delle ipotesi, a prepararsi qualcosa da mangiare o a fare la spesa una volta la settimana. Nessun figlio da portare a scuola o al parco divertimenti, né un lavoro che potesse sradicarlo da casa. Queste sedentarietà, unita ad una vita che roteava intorno a scelte alimentari sbagliate, aveva ridotto il nostro paziente quasi in fin di vita. Con molta lungimiranza, la dietologa si è resa subito conto che bisognava imporre un movimento fisico graduale ma costante, certamente coadiuvato da una buona dieta; bisognava inoltre trovare il sistema di stimolare ogni giorno il nostro paziente. E chi avrebbe potuto svolgere questo compito meglio di un cane? Come volevasi dimostrare, il nuovo compagno è riuscito a farsi portare fuori tre volte al giorno, facendo finalmente muovere il nostro pigro paziente; oltre a ciò, instaurando con esso un rapporto affettivo, ne ha rafforzato anche l’autostima, riuscendo così a fargli compiere gli ulteriori passi necessari per avviarsi verso una completa guarigione. Ottimo risultato.

Bruno Manzini.