Anime randagie – Benvenuto Lucio!

Finalmente è arrivato il gran giorno, tanto atteso da tutti noi. Questo pomeriggio io e Corrado, mio figlio, abbiamo terminato gli ultimi lavori di recinzione del nostro piccolo giardino. Poi, poco dopo le 17, è arrivata mia moglie: abbiamo messo in macchina il trasportino nuovo di zecca e siamo andati in canile a prendere Lucio. Abbiamo impiegato una ventina di minuti ad arrivare, ed ogni momento Corrado chiedeva quanto mancava all’arrivo. Non abbiamo fatto in tempo a fermare la macchina, che lui era già sceso. Poi, un attimo di smarrimento: Lucio non era nel suo recinto, non si vedeva. Ma finalmente, dopo pochi minuti di attesa, è arrivato e lo abbiamo preso con noi. Dopo una passeggiatina nel parco,  lo abbiamo portato a casa. Lui si è messo subito a girare, facendo conoscenza con quel luogo ancora estraneo e misterioso che è casa nostra: si è subito interessato alla ciotola dell’acqua e poi, quando gli abbiamo fatto provare la sua nuova cuccia, ha dimostrato di aver capito sdraiandocisi per un paio di minuti. Ma poi, la curiosità  ha di nuovo preso il sopravvento, ed è ripartito ad esplorare il divano del soggiorno, a girare sotto il tavolo ficcando il naso dappertutto, guardandoci di tanto in tanto e regalandoci una scodinzolata di soddisfazione. Arrivata l’ora di cena si è posizionato sotto il tavolo cercando di intenerire tutti con il suo sguardo pietoso, in cerca di qualche miracoloso pezzettino. Ad un certo momento ho sentito uno strano calore sul mio ginocchio sinistro, e non ho potuto fare a meno di trattenere un sorriso vedendo il suo musino appoggiato lì, quasi casualmente, con quegli occhietti attenti che mi osservavano e le orecchie diritte. Sì, non si sa più che cosa fare per attirare l’attenzione, per dire: “sono qui!”. Ho fatto molta fatica ad essere irremovibile e a fare finta di niente. Poi, dopo cena, ultima uscita della giornata per fare i bisognini. Questa sera la mia famiglia è aumentata, domani sarà una giornata diversa dalle altre, perché dovremmo imparare anche noi nuove abitudini. Dovremmo trovare il tempo di uscire con Lucio per le sue passeggiatine, dovremo preparare la pappa anche per lui, e d’altro canto anche Lucio dovrà abituarsi ai nostri ritmi, alle nostre abitudini. Tutto questo mi ha fatto ricordare quel senso di ansia che avevo quando stava per nascere mio figlio. Certo un cane è molto meno impegnativo, rispetto ad un bambino, ma anche lui ha le sue esigenze, ed è giusto che noi ci assumiamo le nostre responsabilità. In compenso, ho già avuto stasera la gioia di vedere con quanta felicità mio figlio ha accolto il nostro nuovo ospite. Benvenuto Lucio!

Bruno Manzini.