Anime randagie – Una grave lacuna.

Leggendo gli ultimi dati dell’Istat riguardanti il randagismo, ci si rende subito conto di quanto importante sia il problema in Italia. Nel solo 2015 sono stati catturati oltre 100.000 cani randagi e sono stati accolti nei canili; ovviamente rimangono sul territorio tutti quelli che non sono stati accalappiati; oltre a questo bisogna considerare i cani che già erano presenti all’interno dei canili, che come si sa, nella maggior parte dei casi, sono pieni all’inverosimile. In sostanza, ci si rende conto che, a livello nazionale, il numero di cani randagi è veramente preoccupante e il problema non sembra risolversi. Quello che mi stupisce è che, nonostante ci sia un unanime sforzo nel contrastare il randagismo, la risoluzione di questo problema è affidata, a livello politico, nella maggior parte dei casi, a persone che non hanno una competenza specifica in questo settore. In sostanza ogni comune cerca di risolvere a modo suo, nel proprio territorio, il problema con soluzioni che spesso sono molto differenti da comune a comune: abbiamo così chi decide di destinare una quota in denaro, annuale, a chi adotta un cane dal canile, altri che non fanno niente, altri che decidono di costruire canili o di ampliare quelli già esistenti, altri ancora che creano nell’ambito dei siti dei vari comuni, pagine dedicate al canile e alla adozione, e così via. Visto che comunque la soluzione del randagismo non è così semplice, sarebbe il caso di attuare un corso specifico per degli operatori che possono gestire, ad esempio a livello comunale, l’eventuale canile, il randagismo e tutte le altre problematiche legate agli animali presenti sul territorio, compresi quelli di proprietà. Attualmente, a quanto mi risulta, questa figura non esiste. Mi rivolgo quindi sia al Ministero della Salute, sia al Ministero dell’Istruzione, nella speranza che si ascolti questo mio suggerimento, almeno con la stesura di apposite “linee guida”, che possano cercare di fare risolvere il problema a livello locale sulla base di un’indicazione valida a livello nazionale.
Bruno Manzini.