Anime randagie – Amare gli animali comincia dai piccoli gesti quotidiani.

Mio figlio Corrado, tre anni fa, ha cominciato a fare un corso di sub, alla fantastica Blusub Mestre – Apnea e Subacquea (http://blusub.ve.it/): il corso provvedeva una serie di lezioni teorico pratiche e delle “uscite” in mare. Nell’ambito delle lezioni teoriche era previsto anche un incontro di biologia marina. Quando Corrado ha fatto la prima lezione, ha avuto un libretto, costituito da tantissime schede con le foto di animali e piante dai fondali della nostra regione. Lo portava sempre con sé, ed ogni occasione era buona per mettersi a studiare e ad imparare a riconoscere i vari tipi di pesce e piante che si trovano sui fondali. In questa scuola sono riusciti a trasmettergli l’amore e il rispetto per questo ecosistema marino quasi sconosciuto alla maggior parte delle persone. Ho avuto la dimostrazione pratica di questo, quando, in occasione delle uscite in mare per le immersioni, Corrado ci raccontava dettagliatamente tutto ciò che aveva visto, con un entusiasmo e una felicità, che mi riempiva davvero il cuore di tenerezza. Penso che siano queste le vere soddisfazioni della vita, vedere tuo figlio felice per aver visto qualcosa di bello. Troppe volte ci troviamo a far vedere ai nostri figli l’immondizia, gli effetti dell’inquinamento, la cappa di smog che oscura i cieli delle nostre città, e così via.

Essendo il mondo sommerso quasi invisibile, se ne parla molto poco e, di conseguenza sono anche sconosciuti i problemi che lo riguardano. Vorrei fare solo un esempio, che riguarda la plastica utilizzata per gli oggetti usa e getta e per le buste della spesa. Queste rappresentano un autentico flagello e stanno letteralmente avvelenando i mari: generalmente non ci rendiamo conto delle dimensioni di questo problema, ma sappiate che le buste di plastica finiscono in mare a tonnellate. Per effetto della salinità dell’acqua, la plastica viene ridotta in piccolissimi pezzettini che poi vengono ingeriti dai pesci avvelenandoli. Inoltre, una buona parte della plastica che finisce in acqua è trasparente, e quindi praticamente invisibile sott’acqua. Molti pesci finiscono intrappolati all’interno di sacchetti trasparenti e non riescono più a respirare. Ho visto un documentario in cui si faceva vedere una zona molto ampia davanti alle coste americane, in cui le correnti concentrano una quantità incredibile di questi rifiuti: le riprese subacquee facevano vedere come il fondale assomigliasse ad un deserto, senza alcun tipo di vita, senza alghe e pesci.

Generalmente siamo portati a pensare che il mare sia infinito: quando siamo in spiaggia lo guardiamo, vediamo che esso si estende fino all’orizzonte. Purtroppo, non è così; il mare non è infinito, ed inoltre la quantità di rifiuti che noi produciamo è veramente impressionante. Bisogna quindi correre ai ripari: basterebbe cambiare alcune piccole nostre abitudini quotidiane, senza nessuno sforzo, e magari anche risparmiando dei soldi. Per esempio si potrebbe evitare di utilizzare le buste di plastica per fare la spesa: noi, in famiglia, abbiamo preso la buona abitudine di utilizzare delle borse di stoffa, che teniamo nel bagagliaio della macchina pronte per la spesa. Alla lunga, se ne ha anche un vantaggio economico, in quanto le buste della spesa non sono gratuite, e ci vengono addebitate ogni volta che le prendiamo. E poi, un’altra buona abitudine è quella di evitare l’utilizzo di contenitori usa e getta. Anche i rasoi in plastica monouso possono tranquillamente essere sostituiti da un rasoio elettrico. Sono piccole cose molto facili da fare e che ci permetterebbero di salvare molti animali dalla morte. Pensiamoci, soprattutto se diciamo di amare gli animali. Il fatto che non vediamo ciò che avviene sotto la superficie del mare non è una buona scusa. Vi prego, oggi stesso portate questi piccoli cambiamenti nella vostra famiglia, spiegando anche ai vostri figli ciò che state facendo, vedrete che ne sarete contenti.

Bruno Manzini.