Teatro del Cerchio – La Merda

Il corpo nudo di una donna, di spalle, seduta su di un alto sgabello nero. Il corpo di Silvia Gallerano che accoglie il pubblico, così, vestita della sua sola voce. È in questo modo che il Teatro del Cerchio saluta gli spettatori, portando per la prima volta a Parma uno degli spettacoli più coraggiosi e riconosciuti degli ultimi anni, valso all’autore del testo il Fringe First Award for Writing Excellence per la scrittura.

La nudità, quella che nel teatro contemporaneo si fa ancora così fatica a digerire o “giustificare”, non è altro che un abito, un attrezzo scenico come molti, che riporta la realtà di una donna, cruda e reale. Una nudità di cui lo spettatore si dimentica dalla prima battuta. La partitura teatrale di Cristian Ceresoli scorre veloce e rapida, costruita sul flusso di coscienza di una donna, in cui si racchiudono tutte le contraddizioni, pressioni e violenze della nostra società contemporanea: la nostra merda.

Sono i dettagli di una vita che come tante copre i dolori, le sofferenze e i traumi, dietro il faro luminoso di un sogno: un obiettivo che oscura e opprime prima di tutto la felicità.

Una voce, quella della protagonista, che si arrampica sulle tonalità più disparate, diventando tante voci diverse; è la voce flebile di una donna ingenua che subisce passivamente le peripezie a cui è sottoposta; è la voce cavernosa di un papà scomparso che rappresenta i valori, le cose salde della vita, “il mos maiorum” della società ormai perso; e infine un’altra voce, sempre di lei, grossa, che esprime la sua parte competitiva, quella che mangerebbe e sputerebbe di tutto per vincere.

“Mi fa schifo, ma io mi abituo”

La rivincita, la carriera, quella corsa ad ostacoli, descritta come una gara senza fine, si svela un mostro che fagocita senza mai saziarsi. L’autentico valore decritto attraverso una logica patriottica, risorgimentale, è quello di farcela ad ogni costo. Non c’è trauma, sofferenza che non si possa trattenere come un singhiozzo fastidioso. La protagonista ci ricorda quante sofferenze si ingoiano ma soprattutto ci rammenta che l’essere umano, per fortuna o per disgrazia, può abituarsi a tutto.

È difficile trovare pezzi belli, audaci, scritti bene e recitati pure. La Merda è una di quelle rare eccezioni in cui la bravura dell’artista ti fa dimenticare che è la sola attrice sul palco.

Un testo scorrevole e fluido quello di Ceresoli che non pecca se non di una comicità alcune volte molto cruda, al limite della sensibilità dello spettatore.

L’interpretazione di Silvia Gallerano che con grande esperienza si muove fra tonalità e registri di mille tipi è magistrale: dal comico al drammatico con grande naturalezza, senza mai risultare banale o accademica.

 

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Federico Dibennardo