Teatro del Cerchio – Le Mal Du Siècle

Omofobia, violenza sulle donne, abuso di potere, depressione, maldicenze.

Temi attuali? Purtroppo sì, lo sono ancora. Passano gli anni, i secoli, ma restiamo incatenati a questi mali, senza mai riuscire a superarli, anche quando sembra di aver fatto passi in avanti. Tocca quindi parlarne, affrontarli, fuori come dentro la scena. Il Teatro del Cerchio lo fa ancora una volta in questa stagione con un proprio adattamento del “dramma aperto” Woyzeck di Georg Büchner.

Lo stesso regista Mario Mascitelli, a chi gli chiede come mai un altro spettacolo sulla violenza sulle donne, risponde così: “Perché non si deve mai smettere di parlarne!


Di certo il testo frammentato del lavoro di Büchner permette facilmente di essere rimescolato e rielaborato per inserire, o forse solo approfondire, determinate tematiche. Gli elementi ci sono tutti, e già nell’incipit dello spettacolo ci troviamo di fronte al dramma compiuto, ad omicidio avvenuto.

Tutta la storia sarà poi un flaskback onirico per raccontare i fatti, o meglio i tormenti mentali del protagonista, il soldato Franz Woyzeck, che lo hanno portato alla decisione di uccidere la madre di suo figlio, la prostituta Marie. Una delirante e forse vana speranza di trovare la pace e la felicità accanto alla persona che ama davvero, spogliandosi, anche letteralmente, di tutti i mali che lo circondano.

Lo spazio della scena rende perfettamente l’idea della prospettiva dalla quale viene esposta la vicenda. Un telo trasparente divide il palco e vediamo per tutto il tempo solo Woyzeck, interpretato da Mario Aroldi, muoversi davanti al velo, mentre Marie, con il volto di Gabriella Carrozza, è sempre dall’altro lato. Tutto il resto, tutte le altre figure che passano nel mezzo, vengono proiettate direttamente sul telo, dalle donne che giudicano la meretrice, ai superiori che deridono il soldato, fino all’uomo che capiamo subito essere il vero amore del protagonista.

Le Mal Du Siècle è un primo studio, a detta del regista stesso, che sfrutta in maniera intelligente gli elementi scenici e tecnologici ormai sempre più inseriti nel teatro contemporaneo, senza perdere però di vista lo scopo principale del teatro: essere un canale di comunicazione in grado di dare nuova luce a temi controversi quanto quotidiani. E con la sempre intensa e coinvolgente recitazione del duo Aroldi – Carrozza è sicuramente sulla buona strada per aspirare a diventare un adattamento degno di nota.

 

Manca ancora un appuntamento per concludere la splendida stagione del Teatro del Cerchio! Sabato 27 aprile ore 21:00 non perdetevi Il caso Dorian Gray, gli studenti Unipr pagano 1€. Tutte le info su teatrodelcerchio.it.

Davide Ansovini