Quotidianità da lockdown – Mens sana in corpore sano

L’importanza della cura del corpo anche in situazioni impreviste

 

«Bisogna pregare affinché ci sia una mente sana in un corpo sano»

Così recita uno dei capoversi delle Satire di Giovenale volto a mostrare la vanità dei beni materiali e l’importanza della sanità della mente, nonché dell’anima, e della salute del corpo.
La massima, diventata oggi uno slogan utilizzato universalmente, è più complessa di quello che sembra: Giovenale infatti non afferma che in un corpo sano c’è una mente sana, ma che bisogna pregare gli Dei affinché li concedano entrambi. Pertanto, traslato nell’uso moderno, il motto del poeta e retore romano si riferisce al fatto che, essendo l’attività sportiva propedeutica all’equilibrio psicofisico, il livello di benessere dipende dalla costanza che l’uomo ha nel seguire abitudini corrette.

Tranquilli, non si tratta di una lezione di letteratura latina, però Giovenale non aveva tutti i torti; fare movimento e attività fisica è parte delle norme consigliate per la prevenzione di malattie e patologie con una riduzione al 20% del rischio di contrarre disturbi cronici.

Appurato che fare sport fa bene, ma questo lo sappiamo già, il problema è trovare lo stimolo per iniziare o continuare anche in situazioni diverse dal solito, come quella che abbiamo vissuto.
Dunque, quale occasione migliore per prendersi cura del proprio corpo quando finalmente non si corre da un parte all’altra e si ha più tempo da dedicare a se stessi?

Le fazioni non sono mancate neppure in quest’occasione: c’è chi ha continuato ad allenarsi indoor adattandosi con gli strumenti che si è riuscito a procurare; chi invece ha sfruttato il momento per incominciare un percorso cui dedicarsi con continuità e chi ha preferito il dolce far nulla.
Scelte.

Al di là di tutto, il lockdown nel nostro Paese è stato molto restrittivo e, per un periodo, è stata vietata anche la semplice passeggiata all’aria aperta, divieto che ha turbato tutti: da un giorno all’altro siamo stati privati della nostra libertà per un dono altrettanto importante, la vita.
Restando in ambito “sportivo”, lo stop è stato un vero e proprio trauma non solo per gli atleti professionisti ma anche per i “comuni” ranners ormai abituati alle corsette quotidiane delle quali non possono più farne a meno.
A riguardo esplicativa è la curva del movimento tracciata dalla piattaforma Virtuoso, l’applicazione che incentiva e premia le persone che mantengono uno stile di vita salutare, che racconta l’alterazione delle abitudini degli utenti e mostra un crollo del 40% nel numero di passi quotidiani dei cittadini italiani. Si è passati infatti da una media di 7.400 passi giornalieri nel mese di gennaio a una media di 4.109 del 22 marzo, giorno in cui sono stati compiuti meno passi probabilmente anche a causa dell’entrata in vigore in molte regioni dell’ordinanza che vietava lo svolgimento di attività sportive all’aperto.

Tralasciando chi ha voluto vivere una sorta di “secondo inverno”, molti hanno continuato a svolgere attività fisica sostituendo la corsa o la passeggiata con circuiti di allenamento oppure pratiche come lo yoga e il pilates. L’aspetto “curioso” di tutta questa vicenda è la casualità con cui alcuni si sono avvicinati a queste pratiche, il più delle volte tramite storie instagram di seguaci che a loro volta rimandavano a dirette/pagine di esperti.

In ogni caso non conta il luogo, cosa si fa e per quanto o, in pratiche come lo yoga, non importa come il corpo appaia durante una posa, non sempre si riesce ad essere coordinati e graziosi, l’importante è che ne risponda bene.

Prima di lasciarvi, proviamo a sintetizzare i motivi per i quali si dovrebbe fare movimento:

  • benessere fisico
  • benessere mentale
  • mantenersi in forma – stando a casa si ha più tempo anche per cucinare e spesso si cade nei peccati di gola, se invece si fa un minimo di attività fisica ci si può togliere qualche sfizio con meno sensi di colpa.
  • farsi trovare pronto – nel caso di atleti professionisti
  • antidoto contro la noia
  • fuga dalla realtà 

Gli incentivi e il tempo non mancano, se non avete ancora incominciato datevi da fare, non avete più scuse.

 

Maria Cafaro