Quotidianità da lockdown – Didattica a distanza

 

Negli articoli precedenti è stato fatto qualche cenno all’importanza assunta dalle tecnologie durante il periodo di lockdown, in termini di svago ma anche e soprattutto per quanto riguarda il mondo del lavoro e il settore della didattica.

Restando in ambito scolastico, l’istruzione è stata duramente colpita dall’emergenza, da un giorno all’altro si è dovuto pensare a soluzioni tali da assicurare comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza.
Tale procedura, il cui acronimo è DAD, è stata forse la più chiacchierata nella recente storia della scuola. Molte le opportunità ma anche le problematiche: nonostante le risorse investite e i sacrifici del personale scolastico, tanti studenti sono stati esclusi e ciò non è una cosa da poco.
Le riflessioni hanno infatti sottolineato come il nostro Paese sia arretrato dal punto di vista digitale, non basta acquistare dispositivi elettronici, computer, tablet per garantire la DAD, ma bisogna rivedere l’intero sistema e per far ciò occorrono anni, pianificazioni e organizzazione.

Le difficoltà dunque hanno coinvolto tutti, non solo istituzioni e personale scolastico ma anche studenti e famiglie, che in primis si sono dovuti dotare dei dispositivi necessari e in secondo luogo hanno dovuto riorganizzare le giornate diversamente rispetto al solito.
Le famiglie di bambini di scuole primarie hanno dovuto seguire i propri figli poco avvezzi a pratiche di apprendimento diverse da quelle di un’aula scolastica; gli studenti delle ultime classi della scuola secondaria di primo e secondo grado dovranno affrontare esami di stato e di terza media con modalità del tutto nuove, ma manca ormai poco. La scuola infatti si è conclusa lo scorso 8 giugno e, esami finali a parte, anche questo anno scolastico è giunto al termine.

Non è finita qui …

La nostra è una radio universitaria quindi diamo maggiormente spazio alla comunità accademica che è stata fortemente stravolta dall’emergenza.
Tutto è stato ripensato in modalità smart working, ogni ateneo ha scelto una piattaforma “demandata” allo svolgimento delle attività. Tra le più utilizzate ci sono Microsoft Teams, adottata anche dall’Unipr, e Google Meet che hanno ospitato e continuano ad ospitare lezioni, ricevimenti, laboratori e persino sedute di laurea.

Sì anche sedute di laurea, il giorno più bello per uno studente avviene lontano dagli amici, dalle aule e in alcuni casi anche dalla famiglia, per non parlare di tutti coloro che hanno dovuto rimandare.
Lo stesso vale per il tirocinio, il momento più pratico nella carriera di un universitario, durante il quale si inizia a comprendere quello che poi sarà il mondo effettivo del lavoro, tutto è stato fatto online.
Molti i problemi circa lo svolgimento delle prove scritte, alcuni docenti hanno, in via eccezionale, convertito la prova in orale, altri invece no e si sta ancora discutendo su quale sia la modalità migliore per garantire il corretto svolgimento della prova in totale sicurezza e correttezza.

Non si sa nulla di preciso su come sarà il nuovo anno scolastico/accademico, si sta optando per una didattica mista, ma le criticità da analizzare sono ancora molte.

La vera scommessa, dunque, è una sola … la scuola resterà tradizionale o sarà sempre più smart?

 

Maria Cafaro