Quotidianità da lockdown – Momento cucina

 

Negli ultimi mesi, di tempo a disposizione ne abbiamo avuto tanto e uno dei modi per impegnarlo è stata la cucina. Molti infatti, con ristoranti chiusi e consegne sospese, hanno riscoperto il piacere della cucina che si è rivelata il perno della vita domestica. Le condivisioni di creazioni culinarie sui social sono state molteplici, variegate e talvolta anche sofisticate: alcuni hanno persino dichiarato di essersi nuovamente dedicati alla cucina dopo tanto tempo.

Cucinare in tempo di lockdown ha assunto dunque un nuovo significato, è diventato un modo per combattere la noia e tenere al tempo stesso occupata tutta la famiglia, compresi i bambini.
Interessante a riguardo è il sondaggio condotto da Casa.it sui propri canali social per comprendere qual è stata la stanza della casa più utilizzata in questo periodo; ci si poteva aspettare il soggiorno, ma le immagini di ricette presenti ogni giorno sui social non lasciavano spazio a dubbi: la risposta più frequente (56%) è stata infatti la zona cucina.

Notevole è stato anche l’aumento delle ricerche di ricette: i picchi principali si sono concentrati nei weekend o nel periodo delle festività (Festa del papà, Pasqua, Festa della Liberazione, 1° maggio).
Le più ricercate sono state quelle di pane, pizza, pasta, dolci, dato che riflette la necessità di cucinare piatti base per il sostentamento quotidiano. In particolare, le ricette relative al pane fatto in casa sono aumentate di circa sei volte, non a caso il protagonista assoluto di questa quarantena è stato il lievito, spesso introvabile nei supermercati, dove invece non mancavano mai i numerosi pacchi di penne lisce abbandonati sugli scaffali che hanno fatto “scalpore”.

Rapporto con il cibo

Il comportamento dei consumatori in relazione agli alimenti consumati e al tempo dedicato a cucinare ha fatto anche emergere alcuni trend a livello globale:

  • Sensibile riduzione di sprechi di cibo, in quanto la gente ha provato a fare la spesa il meno frequentemente possibile. Di conseguenza sono aumentate anche le ricerche di ricette veloci, semplici, soddisfacenti per tutti e che abbiano soprattutto ingredienti sostituibili con quello che si ha in dispensa;
  • Aumento del cosiddetto ‘comfort food ’ ossia il consumo di cibi in scatola cercando comunque di mantenere un’alimentazione sana;
  • Cambiamento/miglioramento delle proprie abitudini alimentari grazie al maggior tempo a disposizione.

A proposito di quest’ultimo trend, anche l’indagine Doxa conferma che il tempo passato ai fornelli è notevolmente aumentato: alcuni intervistati hanno dichiarato di aver continuato a preparare le stesse pietanze; altri di essersi perfezionati e di aver sperimentato; altri ancora di aver approfittato della situazione per imparare a cucinare un pochettino, del resto a mali estremi, estremi rimedi.

Ma non è tutto, le nuove abitudini di consumo potrebbero avere ripercussioni su:

  • Rapporto consumo domestico vs consumo fuori casa;
  • Rinnovato interesse verso i prodotti locali;
  • Alimentazione sana e biologica.

La cucina che aiuta

La cucina, come mai prima d’ora, è stata anche “portavoce” di iniziative benefiche come le raccolte fondi per la Protezione Civile o gli ospedali, portate avanti da chef molto amati quali Bruno Barbieri e Antonino Cannavacciuolo.
Un’altra iniziativa molto interessante, nata come “Milano Keeps on Cooking”, e diventata “Italia Keeps on Cooking” dopo il successo ottenuto nel capoluogo lombardo, ha invece cercato di coinvolgere direttamente il mondo della ristorazione messo a dura prova dallo stop di questi ultimi mesi con una campagna social che invitava a non smettere di cucinare, continuando a sperimentare.

I cambiamenti sono stati tanti e presumibilmente ce ne saranno degli altri anche per questo settore ma non disperiamoci, continuiamo con le buone abitudini e a… cucinare!

 

Maria Cafaro