Tirare le fila

Conoscete Airport Security? Quel programma su cielo ambientato nell’aeroporto di Sydney dove vengono interrogati strani tizi che generalmente portano con sé robe strane e vengono rimpatriati?
Bene, quando sono entrata in Francia mi sono sentita così.
Facciamo qualche passo indietro…
In Francia dalla fase 2 si può entrare nel Paese solo in alcuni casi tassativi, il mio fortunatamente era uno di questi, così il 6 giugno sono tornata a casa mia (li sentite i Måneskin di sottofondo “quindi Marlena torna a casaa”).
Il viaggio di per sé  è stato tranquillo, non vi nego che un minimo di ansietta ce l’avevo perché  ero psicologicamente preparata a qualche intoppo, miracolosamente però non è successo niente.
E questa cosa mi ha fatto rimanere un sacco male, perché non ho molto da raccontare, anzi proprio niente.
Ecco se proprio vi devo dire qualcosa, l’unica cosa strana (più che strana direi inusuale) è stata dopo essere scesa dall’aereo, l’aver fatto una fila lunghissima con tutti i passeggeri del volo per il controllo documenti.
Si arriva davanti a un desk e, non so se un gendarme o qualcuno della dogana, ti chiede il motivo dell’ingresso e documenti che lo possano confermare.
Vorrei davvero che ci fosse stata qualche dinamica divertente ma davvero non c’è; il tizio mi ha chiesto con velocità Eminem cosa fossi venuta a fare in Francia, gli ho risposto (tra l’altro parlando con i miei mi sono resa conto che ho praticamente inventato una parola che pensavo significasse “ricongiungimento”, però ci siamo capiti lo stesso), ha guardato i documenti e mi ha dato l’okay.
E con questa mirabolante avventura (pff una noia) sono arrivata a casa, o meglio mi sono fatta un tre orette di macchina prima di arrivare.
Che delusione, eh lo so a volte le cose vanno normali.
Adesso però tiriamo un po’ le fila di questo periodo paradossalmente paradossale…
Nonostante porti con onore la bandiera dell’indipendenza, cercando in tutto e per tutto di essere autonoma,  ho compreso quanto sia ben lontana dalla donna forte e indipendente che aspiro ad essere e che talvolta fingo di essere.
Ho capito (anzi ho confermato) ,dopo praticamente un’estate di convivenza, (perché cari miei il tempo è volato ma sono trascorsi tre mesi)quanto sia fortunata ad avere un ragazzo speciale accanto.
Vivere nel qui ed ora, lo so questa sembra una psicocazzata da guru ma è una grande verità (anche se da Bacio Perugina)!
La quarantena ha avuto il potere di paralizzare la mia produttività, nonostante avessi le miglior i intenzioni.
Per me è stato un ottimo campanello di allarme per capire in cosa migliorare.
Non ho ancora raggiunto quell’equilibrio ideale per cui si riesce a progredire nelle proprie cose non curandosi dell’atmosfera circostante.  Ho realmente riflettuto su quanto siano vincolanti i miei pensieri e quanti di questi siano talmente invalidanti da aver messo quasi in stand-by il mio futuro (sto facendo un po’ la tragica eh, ero abituata ad avere esami già pronti e studiati 20 giorni prima dell’esame stesso e questa volta non è così), ma più di tutti…
Sono fermamente convinta che questo periodo così strano abbia fatto scuola a una generazione, la nostra.
Spero che le mie parole non abbiano  copyright  perché forse sono delle melense ovvietà, ma penso che faccia bene ripeterle.
In maniera così repentina abbiamo provato sulla nostra pelle quanto quello che definiamo
 “la normalità, ciò a cui siamo abituati” possa trasformarsi in “tutto ciò che vorremo” non appena ci viene strappato via.
Ho messo in dubbio tante cose durante questa quarantena, ma l’insegnamento più importante e che mi sento di condividere è quello di non abituarsi mai alla vita e veramente cercare di trarre il meglio da ogni situazione.
Questa conclusione forse cozza un po’ con il tono soft che questa rubrica si era ripromessa, forse è un momento malinconico, forse la mia chiusa di informatica (perché si, io avevo le mie pippe mentali ma la sessione c’è lo stesso) mi ha rincoglionita.
Vado a finire di studiare va, noi ci aggiorniamo non appena questa sessione finisce che dite.
Buona sessione/vacanza/vita
Fede